Farinelli e Joaquin Rodrigo nei giardini di Aranjuez

Il Concerto d’Aranjuez (Concierto de Aranjuez), l’opera più nota di Joaquín Rodrigo, fu scritto all’inizio del 1939 a Parigi quindi nel periodo fra la lacerante guerra civile spagnola e lo scoppio della II guerra mondiale.
Il concerto è suddiviso in tre movimenti: Allegro con spirito, Adagio (il più conosciuto) e Allegro gentile. Secondo il compositore, il primo movimento è “animato da una forza ritmica e da un vigore pur in assenza dei due temi… interrompendo il suo implacabile ritmo”. Il secondo movimento “rappresenta un dialogo tra la chitarra e gli strumenti solisti”, mentre l’ultimo movimento “ricorda un ballo formale che nella combinazione di un ritmo doppio e triplo mantiene un tempo teso prossimo alla misura prossima”. Per Rodrigo il concerto rappresenta la cattura della “fragranza di magnolie, il canto degli uccelli e il fragore delle fontane” dei giardini di Aranjuez.
La musica è infatti ispirata ai giardini del Palazzo Reale di Aranjuez, la residenza di primavera del re Filippo II della seconda metà del secolo XVI, in seguito ricostruito a metà del secolo XVIII per Fernando VI.
Molti sono i musicisti che hanno reinterpretato l’opera: tra loro Jim Hall, Modern Jazz Quartet, John Williams, Tommy Emmanuel, Paco de Lucía e Miles Davis, Narciso Yepes e anche Carlos Santana. Questi ultimi due hanno per giunta dedicato un loro disco all’opera del maestro Rodrigo. Nell’album Sketches of Spain, Davis afferma: “Si tratta di una melodia talmente forte che più piano la esegui, più forte risulta, mentre se la esegui con forza risulta più debole”. Esistono anche canzoni scritte sulla melodia del concerto, di Mina, Fabrizio De André e Richard Anthony. Rodrigo però non fu molto contento delle loro versioni e fece ritirare dal commercio i dischi con quelle incisioni.
In un tempo oscuro in cui si diffondono odi e violenze il concerto cerca di donare all’ascoltatore sollievo riportandolo ai suoni della natura sebbene questi siano lontani nello spazio e nel tempo. Ciò che Rodrigo riuscì a fare è straordinario anche perchè era cieco dall’età di tre anni e divenne un pianista per cui non suonava la chitarra, ma seppe cogliere lo spirito della chitarra spagnola, la sua particolarità e passione.

Aranjuez 2

Ferdinando VI e Barbara di Braganza nei Giardini di Aranjuez, 1756 (Museo del Prado, Madrid)

Francesco Battaglioli, pittore italiano, dipinse questo quadro in occasione della celebrazione della festa del re Fernando VI (1713-1759). Faceva parte di un gruppo di vedute del Palazzo e delle celebrazioni che vi si svolgevano lì. Probabilmente erano quattro ma rimangono solo questo e la vista del Palazzo di Aranjuez (Museo del Prado). Il momento rappresentato è il passaggio dell’entourage reale, guidato dalla regina Bárbara de Branganza, attraverso i giardini del palazzo. A commissionare le opere fu il famoso cantante Farinelli visibile a fianco di un gruppo di musicisti a sinistra della composizione.La descrizione necessaria per identificare le scene sui cartigli in primo piano recita: “Vista dell’illuminazione con la quale / La deliziosa sede reale di Arangez è / celebrata il giorno più glorioso di San Fernando / [che è] il nome del nostro signore e re, arrangiato da Carlo Broschi Farinelli / dipinto da Francesco Battaglioli / 1756″. I dipinti facevano parte della collezione di Farinelli a Bologna e furono acquisiti dal Museo del Prado nel 1979.

Farinelli

Michelangelo Nicola Broschi (Andria, 24 gennaio 1705 – Bologna, 15 luglio 1782) e probabilmente deriva dall’accoglienza e dalla protezione che in gioventù ebbe dai Farina, famosa famiglia di avvocati di Napoli. Farinelli è il più famoso cantante lirico castrato della storia. Il suo canto influenzò lo stile delle opere composte in quel periodo ed ebbe una grande influenza sulla vita culturale e non solo del ‘700. Leggendario è il suo rapporto con Filippo V di Spagna

Nel 1737 Farinelli accettò l’invito di Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna. Durante il viaggio passò per la Francia, e cantò per Luigi XV. Il re soffriva di nevrastenia e malinconia, aveva abbandonato la vita pubblica, gli affari di Stato e manifestava segni di follia. La regina invitò Farinelli nella speranza che potesse risvegliarlo dall’apatia.La voce di Farinelli fece un tale effetto su Filippo V, che non volle più separarsi dal cantante. La “terapia” quotidiana consisteva nel far cantare il castrato sempre le stesse otto o nove arie da una stanza diversa da quella del sovrano. Le prime volte dalla stanza più lontana e via via sempre più vicina fino ad arrivare dietro la porta, il cantante riuscì a far uscire il sofferente Filippo, lo fece lavare e radere. Il re lo volle alla corte di Spagna, corrispondendogli uno stipendio di 2000 ducati, con l’unica richiesta di non cantare più in pubblico.
Il successore Ferdinando VI di Spagna lo nominò cavaliere di Calatrava, un’alta carica, riservata ai gentiluomini che potevano provare la nobiltà e l’antichità delle loro famiglie. Favorito dal monarca, esercitò sulla corte, e sulla politica, una grande influenza. Gli si devono i primi lavori di bonifica delle rive del Tago, e diresse l’opera di Madrid e spettacoli reali. Utilizzò il suo potere persuadendo Ferdinando a instaurare un teatro d’opera italiano. Collaborò anche con Domenico Scarlatti, compatriota napoletano, anch’egli residente in Spagna. Il musicologo Ralph Kirkpatrick afferma che la corrispondenza di Farinelli è la fonte della “maggior parte delle informazioni di prima mano su Scarlatti giunte a noi”.
Farinelli si ritirò poi a Bologna, e morì nella sontuosa villa che aveva fatto costruire in vista del suo ritiro (fuori Porta Lame, oggi distrutta) dove ricevette le visite fra l’altro di Wolfgang Amadeus Mozart allora adolescente, e di Giuseppe II d’Austria. Amato e conteso dalle corti e dal pubblico, Farinelli convisse fino alla morte con la solitudine e la malinconia. Si spense il 15 luglio 1782 ed è sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Bologna ai piedi del colle della Guardia dove si trova il santuario della Madonna di San Luca.