Il contrappasso

La società più globale, iperattiva, consumista, individualista e virtuale della Storia costretta a un’indigestione di immobilità, individualismo e virtualità. Costretta a autoconsumarsi. A specchiarsi davvero e non nello schermo di uno smartphone. A comunicare davvero solo con i selfie, le chat, le conference call. Addirittura a non potersi nemmeno avvicinare e rendere regola il distanziamento e l’isolamento già resi usuali dalla compulsiva consultazione a testa bassa degli smartphone. Quale tremendo e magnifico contrappasso dantesco.
Ricorda una delle storie di Sandman di Neil Gaiman. Morfeo, Signore del mondo dei Sogni, viene chiamato in aiuto dalla sua antica amante Calliope, Musa della Poesia, catturata con un rito da uno scrittore che ha perso l’ispirazione.
Per anni la Musa delle Poesia viene segregata in una soffitta e l’avido umano la stupra per trovare la vena e ottenere successo. Finchè il grido di Calliope non giunge alle Tre (le Norne, come le chiama la mitologia nordica, Quella che fa partire il filo, Quella che lo srotola, Quella che lo taglia) e loro le consigliano di piegare il suo orgoglio e rivolgersi all’antico amante.
Morfeo libera la Musa e condanna lo scrittore a un terribile contrappasso. Vuoi idee? e io te le dò a non finire. Preso da irrefrenabile impulso comincia a scrivere ovunque, fino a distruggersi le mani sui muri. Non dorme, non mangia. Le idee sgorgano, sgorgano senza posa e non lo lasciano più in pace.
“Ciò che è atteso non si avvera, per ciò che non è atteso un dio trova la strada” diceva Euripide.
Come sempre la Storia e la Natura sono maestre d’Ironia. E maestro di ironia fu pure un pittoresco personaggio che frequentava i supermercati in vestaglia e sandali da mare. Si chiamava Dude (Drugo in italiano) Lebowski.
Era il 1998, l’alba della società andata in pezzi nel 2008 e definitivamente rasa al suolo dalla Tempesta perfetta attuale. Il verbo della Silicon Valley imperversava (ma Drugo di tecnologico conosce solo il segnapunti del bowling), il capitalismo ingranava le marce per divenire turbo e due pilastri dell’edificio sorgevano: Google e la BCE.
Si era solo all’inizio della svolta che farà diventare Social il Sociale (con la Rivoluzione industriale gli Holy days, i giorni Santi, divennero Holidays, desacralizzati e già impostati per il Dio consumo) ma già Drugo, con la sua pigrizia, il suo take it easy, le serate al bowling, il surreale Dialogo, la lotta ai nichilisti, era l’antitesi di tutto quello che sarebbe venuto. Tanto da avere l’ardire, in una scena divenuta iconica, di specchiarsi nella copertina di Time. Lui reduce hippie sdrucito e nullafacente sulla copertina della Bibbia del tempo. Supremo sberleffo.
Ed ecco che ritrovare Drugo e la sua compagnia nella Tempesta perfetta è ancora più sollevante.
Ancora di più paiono dire a tutti e soprattutto ai soloni dell’epoca: scendete sulla Terra e convincetevi ragazzi che “Yeah, well, you know…that’s just like…your opinion man”. E Take it Easy. (Joker70)

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