Seminare memoria per estirpare odio e violenza. Questo sono le pietre d’inciampo che anche in Italia, finalmente, cominciano a essere compagne dei nostri passi in tante vie e piazze. Le ha volute l’artista tedesco Gunter Demning, quando nel 1992 posò i primi blocchetti che ricordano ebrei, zingari, omosessuali e dissidenti vittime del nazismo.
Negli anni, le stolpersteine sono diventate più di 70mila in circa 2mila città e l’Europa tutta, dalla Russia alla Spagna, dalla Grecia alla Lituania, è memoria a cielo aperto perché, ricordando le parole del Talmud, “Una persona viene dimenticata solo quando è dimenticato il suo nome”.
Le pietre d’inciampo sono migliaia di nomi di ebrei portati a morire nei campi di concentramento: leggere i loro nomi nelle nostre città è un atto di fede nel futuro perché non succeda mai più, perché odio e violenza siano banditi anche dal vocabolario. In questi giorni, in occasione della Giornata della Memoria, centinaia di nuove pietre d’inciampo rendono più ricche, più vive città e paesi.
Link: