Stan e Babe

Ognuno difendeva il legame speciale che li univa: uno cercando di appianare i contrasti con i manager dello star system, l’altro chiedendo loro più riconoscimento anche economico. Sì c’erano state incomprensioni e divergenze lavorative, ma la separazione era arrivata soprattutto per troppo amore. Lo capiranno tornando insieme per quella tournèe teatrale in Inghilterra che si rivelerà essere l’ultima. “Babe” è provato e rischia di morire ma non abbandona Stan e il pubblico. Stan non va avanti con un altro al posto del compagno di mille avventure. Al punto che dopo la morte di Babe nel 1957 interromperà la carriera ma continuerà a scrivere materiale per Stanlio e Ollio. Attendevo da tempo un film su di loro ed è così che me lo immaginavo. Breve (97 minuti), come i loro film, intimo, diretto e recitato con classe, competenza, passione. La stessa che serve per realizzare il più grande trucco del cinema (e di quella stagione della commedia in particolare) e cioè, come disse Buster Keaton, il fatto che “realizzare film comici è un lavoro serio”. Ragion per cui Stan Laurel, la mente creativa del duo, non smetteva mai di scrivere e provare e Babe gli dava corda perchè era il loro modo di dialogare, rilassarsi, difendersi. Grazie a John S. Baird e a tutto il cast per questo omaggio intenso e commovente a Stan Laurel e Oliver “Babe” Hardy. (Joker70)