Il 5 settembre 1882 a New York i cavalieri del lavoro indissero una manifestazione. Due anni dopo in una manifestazione analoga venne ratificata una mozione per celebrare l’evento annualmente. Alcune organizzazioni sindacali volevano spostare la data al 1°Maggio, festa di S. Giuseppe Lavoratore.
Il 1° Maggio fu scelto a seguito di gravi episodi di repressione di manifestazioni sindacali avvenuti negli anni successivi.
Nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago durante la rivolta di Haymarket la polizia sparò sui lavoratori in sciopero all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick uccidendo due operai.
Il movimento anarchico indisse allora per il giorno seguente una manifestazione all’Haymarket Square, piazza dove si svolgeva il mercato delle macchine agricole.
La reazione delle forze dell’ordine fu brutale e vi furono molte vittime.
Nel 1887 ancora a Chicago vennero impiccati quattro operai, quattro sindacalisti e quattro anarchici colpevoli di aver organizzato uno sciopero ed una manifestazione per le otto ore di lavoro.
In Europa il 1° Maggio fu scelta come festa dei lavoratori dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889. Due anni dopo anche in Italia fu accettata come data simbolo.
La rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì, cominciava così l’articolo “Per il primo Maggio” (26 aprile 1890):
“Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento”.
(nell’immagine uno sciopero di minatori in Inghilterra, nel 1912)