It’s my life (thank you Mark)

“In una giornata in cui l’inverno fatica ancora a passare la mano alla primavera e il freddo resiste, Mark Hollis, voce e leader dei Talk Talk, sparisce per l’ultima volta. Se ne va a 64 anni, come ha sempre fatto, in silenzio, idealmente muto, con le mani ficcate nelle tasche del cappotto. Senza disturbare o chiedere un ultimo applauso. Come durante tutta la sua frequentazione (perché parlare di carriera sarebbe riduttivo e quasi offensivo) con la sua compagna di sempre, la musica. Che forse Mark Hollis sia la versione non letteraria di Bartleby Lo Scrivano, protagonista di un famoso racconto di Herman Melville (autore di Moby Dick)? Nel libro, Bartleby esegue diligentemente il lavoro di copista ma si rifiuta di svolgere altri compiti, sconcertando il suo principale con la risposta “preferirei di no”. Poi smette di lavorare del tutto, fornendo come unica spiegazione la medesima frase. Il “preferirei di no”di Bartleby è la stessa frase sussurrata a più riprese da Hollis all’industria musicale. Dagli anni dei primi screzi con la EMI per le scelte artistiche dei Talk Talk, alla loro svolta (cosiddetta, ancora una volta, per provare a semplificare) sperimentale e le ulteriori beghe legali con l’etichetta, fino all’abbandono quasi naturale della musica, nel momento in cui il viaggio era stato compiuto e album irripetibili erano stati prodotti. “Preferirei di no”, per continuare a stare indomitamente dalla parte opposta a come dovrebbero andare le cose. “Preferirei di no” per uscire di scena a fine anni ’90, senza rivendicare eroismi, assentandosi dolcemente, ma in modo non negoziabile”.

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https://rumoremag.com/2019/02/26/mark-hollis-talk-talk-in-memoria-morte-rip/?fbclid=IwAR1Ng3xCibgHaMnbr_LiTn3GvVFVFWCIqilni8kGmFWk9dtzbOTdBHNhBco

https://music.fanpage.it/mark-hollis-dei-talk-talk-dal-pop-ai-semi-del-post-rock-uno-dei-grandi-se-non-il-piu-grande/

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