In un’antica leggenda celtica, legata al Solstizio d’inverno, si confrontano Re Quercia e Re Agrifoglio. Il Re Quercia è legato alla parte crescente dell’anno, alle giornate che si allungano, al risveglio della Natura, alla crescita, all’energia mossa verso l’esterno. Al contrario, Re Agrifoglio, più anziano e saggio, governa la parte calante dell’anno, caratterizzata da giorni più corti, notti più lunghe, dal tempo della maturazione, del ripiego, dell’energia volta verso l’interno. Giunti ai tempi del Solstizio, i due re si dichiarano lotta per sapere chi governerà l’altra metà dell’anno. Durante il Solstizio d’Inverno è il re Quercia a prevalere sul Re Agrifoglio. Nel momento in cui la forza dell’avversario è al culmine (notte più lunga dell’anno), comincia il suo declino, lasciando spazio al ritorno della Luce, del sole e dell’estate. Il Re Quercia vincerà per permettere alla Terra di rifiorire e produrre frutti, conquistando il favore e l’amore della Dea con cui si unirà a Beltane (notte fra il 30 Aprile e il 1 Maggio) e da quell’unione nascerà nuova vita. Al contrario, durante il Solstizio d’estate, sarà il Re Quercia a soccombere affinchè la Terra possa sfiorire e riposarsi, preparandosi a un nuovo Ciclo.
Una delle tante vie attraverso le quali nelle antiche culture venivano rappresentate la dinamica vita-morte-rinascita e la Ciclicità della vita naturale e spirituale. In alcuni miti si dice che la forza sconfitta dimori, nei sei mesi successivi, presso la dea Arianrhod. (Joker70)