
Freddie utilizzava prevalentemente il pianoforte per scrivere canzoni, ma ci sono stati momenti in cui aveva l’ispirazione anche quando non era davanti al suo strumento. Poteva accadere in qualsiasi circostanza, magari mentre pattinava sul laghetto. Una delle sue ultime canzoni, A Winter’s Tale, è stata scritto mentre era seduto a guardare fuori verso le montagne dall’altra parte del lago di Ginevra.
Poteva ovviamente sentire tutto nella sua testa, anche se in quel momento non aveva nessuno strumento musicale a portata di mano. Mi ricordo che venne in studio e disse: “Ho avuto questa idea, dammi solo pochi minuti….”.
Poi ci ha messo una vita. Ma è una canzone bellissima.
Brian May

Quando scrisse The Fairy Feller’s Master-Stroke, per il nostro secondo album, stava elaborando le sezioni armoniche in sei parti, e io ho pensato: “Diavolo, che roba difficile!”. Poi c’è The March Of The Black Queen, che è quasi un brano prog-rock, ed è così oltraggiosamente complicato che non riesco nemmeno a ricordare come l’abbiamo arrangiata. Quando si scrivono canzoni così complesse, si deve lavorare duro. Ma poi sono venute su cose come Killer Queen o, più tardi, un altre canzoni più semplici come Crazy Little Thing Called Love.
Riusciva a fare entrambe le cose, sia le semplici che le più complicate.
Freddie si è evoluto. L’ho sempre chiamato ‘l’uomo che inventò se stesso’. Penso che il talento era una cosa innata in lui, ma ha scavato nel profondo di se stesso e si è costretto a tirar fuori le proprie qualità. La sua determinazione è stata enorme.
Roger Taylor