Il 17 Novembre 1942 nasce a New York Martin Scorsese divenuto col tempo uno degli artisti più capaci di cogliere, interpretare, esprimere lo spirito del nostro tempo. (Joker70)
“È vero il mio film Hugo Cabret è una lettera d’amore al cinema. In esso si intrecciano immaginazione, sogni e magie attraverso la storia e la riabilitazione di Georges Méliès, il secondo pioniere del cinema, dopo i fratelli Lumière”.
Un critico ha scritto dell’«ossessione di Scorsese per lo spirituale». È d’accordo sul fatto che lei è ossessionato dalla dimensione spirituale della vita?
Nel suo libro Absence of Mind, Marilynne Robinson ha scritto qualcosa che per me va dritto al cuore di questa questione: «Il dato di fatto della nostra natura — che siamo brillantemente creativi e altrettanto brillantemente distruttivi, per esempio — resiste e dobbiamo fare i conti con esso, anche se utilizziamo la parola “primati” per descrivere noi stessi in modo esaustivo». Ha certamente ragione. L’idea che qualsiasi cosa possa trovare spiegazione scientifica non mi sembra tanto ridicola quanto, invece, molto ingenua. Quando rivolgiamo la mente a considerare il mistero grande, stupefacente, del nostro mero esserci, del vivere e morire, l’idea stessa che si possa venire a capo di tutto per mezzo della scienza sembra inconsistente. È di questo che la Robinson scrive nei suoi saggi e nei suoi romanzi. E ciò che lei chiama «mente e anima» è, secondo me, vero e proprio cattolicesimo. Mente e anima è davvero tutto ciò che facciamo: il bene che facciamo e il male che arrechiamo. È il provarci, con gli altri in generale e con le persone che amiamo in particolare. E la mia particolare sfida è consistita nel cercare di andare oltre l’assorbimento nel mio lavoro, il mio auto-assorbimento, per essere presente per le persone che amo. Infatti io esprimo tutto questo — tutto ciò di cui abbiamo discusso — nel cinema. Vivere nel mondo della notorietà, della fama, dell’ambizione e della competizione è un’altra mia sfida. Ma, certo, anche se si fa parte di quel mondo — devo ammettere di farne parte, in una certa misura, e ho anche fatto qualche film su questo —, la dimensione spirituale della vita, come lei la chiama, è sempre presente. Carl Jung aveva affisso un’iscrizione latina sullo stipite della porta di casa sua, in Svizzera: Vocatus atque non vocatus deus aderit. Lo si chiami o no, Dio sarà presente. Questo dice tutto.
Intervista con
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