Sono fragile sparo Poesia

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Con troppa musica in corpo, maldigerita, non si cerca il libro. La stampa ha tenuto bene finché non ha passato la linea d’ombra oltre cui cessa di essere una modificazione e una trasposizione della scrittura manuale, mentre ormai promana dalla scrittura elettronica e il libro è figlio del dischetto: la lettura è attirata dalla stampa finché le resta odore di scrittura morta, di manualità viva mutata in segni piombati. Chi visita la stamperia dell’editore Tallone ad Alpignano avrà la percezione immediata di questo: il rapporto con la scrittura manuale, intatto, come condizione essenziale della vita del libro tra mani vive. Allora tu dici: questo è un libro, e palpi la scrittura-madre, come riconosci un una fotografia buia, dove un’immagine dissolvente, mossa, rivela una chioma di Berenice, una donna.
Voi dite che mancano i lettori: ma queste sono verità falsanti, senza paradosso vivificante. L’editoria è sterminata: è il libro che manca.

Guido Ceronetti, dalla rubrica Lanterna rossa de La Stampa

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