Di notte, cent’anni dopo, tutto sembra com’era, in questa composizione intatta di Storia e di Luce, di marmi e di fato, di ghiaccio e di memoria.
Cammino da un ponte all’altro fino al canale Prjazka, cercando una finestra. Al numero 57 di Via Dekabristov, dove il poeta Aleksandr Blok passava ore al buio, in quelle notti, guardando il “freddo violetto” di Pietrogrado e, oltre la finestra, “la Russia che vola chissà dove, nell’abisso azzurro-blu dei tempi”.
Tratto da “L’anno del ferro e del fuoco. Cronache di una rivoluzione” di E. Mauro