Nadežda e Osip

“Dopo la morte di Osip Mandel’stam in un campo di lavoro siberiano, possedere sue poesie era considerato un atto sovversivo punibile con il carcere.
Per evitare che l’opera del marito andasse perduta, Nadezda ne fece copie che nascose in posti diversi a Leningrado, Mosca e in campagna, o affidò ad amici.
Per sicurezza imparò tutte le poesie a memoria e continuò a recitarle regolarmente per non dimenticarne nemmeno una parola”.

Tratto da Bagliori a San Pietroburgo di Jan Brokken
Link: http://iperborea.com/titolo/474/

In russo “Nadežda” (надежда) significa “speranza”.