Come un faro

“Mi tiro su il cappuccio della giacca a vento, stringo la sciarpa intorno al bavero e tutt’a un tratto mi vedo davanti la statua di Anna Achmatova.
A quanto dice l’iscrizione è stata inaugurata nel 2006.
E’ in quel momento che mi rendo conto che proprio lì di fronte, sulla riva della Neva, si trovava la fortezza del terrore, la famigerata prigione di Krestij, e che lì Anna Achmatova stava ad aspettare giorno e notte, sotto la neve o nel vento umido, nella speranza di avere notizie del figlio arrestato.
Sul piedistallo della statua si leggono i versi di Requiem:

E non per me sola prego,
Ma per tutti coloro che erano con me laggiù,
Nel freddo spietato, nell’afa di Luglio,
Sotto la rossa muraglia abbacinata

…Sta qui, splendida, vicino all’ex prigione e vicino al fiume, come un faro di speranza e di rettitudine”.

Tratto da Bagliori a San Pietroburgo di Jan Brokken
Link: http://iperborea.com/titolo/474/

E se un giorno in questo paese
pensassero di erigermi un monumento,

Acconsento ad esser celebrata,
ma solo a condizione di non porlo

Nè accanto al mare dov’io nacqui:
col mare l’ultimo legame è reciso,

Nè nel giardino dello zar presso il desiato ceppo,
dove l’ombra sconsolata mi cerca,

Ma qui, dove stetti per trecento ore
e dove non mi aprirono il chiavistello.

Perchè anche nella beata morte temo
di dimenticare lo strepito delle nere “marusi”,

di dimenticare come sbatteva l’odiosa porta
e una vecchia ululava da bestia ferita.

E che dalle immobili palpebre di bronzo
come lagrime fluisca la neve disciolta

E il colombo del carcere che tubi di lontano,
e placide per la Neva vadano le navi.

Anna Achmatova, Requiem (1935-1961)

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Anna Achmatova in un disegno di Amedeo Modigliani (Parigi, 1911)