Il mio bel mondo antico

A Bad Ischl, il 28 luglio 1914, Francesco Giuseppe firmò la dichiarazione di guerra contro il Regno di Serbia, sancendo l’inizio della Prima guerra mondiale.
Una dichiarazione scritta non da lui, ormai 84enne, ma da ministri e militari.
Gli stessi che gli fecero leggere l’ultimatum alla Serbia quando era già in viaggio per le cancellerie europee. 
Lasciò la Kaiservilla il giorno successivo e non vi ritornò più.

Il giallo è quello “imperiale” di Schloss Schönbrunn. Anche per questo Franz Joseph doveva trovarsi particolarmente a suo agio alla Kaiservilla di Bad Ischl, un luogo che col tempo divenne uno dei suoi rifugi più amati.
Anche perchè indissolubilmente legato alle due donne che amò di più.
Tutt’oggi la parte della leonessa anche sul sito ufficiale della Kaiservilla la fa Sisi (Sissi è la versione italianizzata) che come spesso succede toglie spazio anche a Franz Joseph.
Il quale però finì, date le sempre più frequenti assenze di Elisabetta, a Bad Ischl come a Schönbrunn a ricordare i momenti felici vissuti con lei e col tempo le affiancò un’altra donna conosciuta anche attraverso la moglie.
Franz conobbe Katharina Schratt vedendola recitare a teatro a Vienna e ben presto divenne la sua più importante confidente.
Al punto che, come sempre accadeva con l’abitudinario Franz Joseph, quando erano a Bad Ischl tutti i giorni l’Imperatore andava a trovare alle 06.30 in punto la sua anima gemella Katharina salutandola con le seguenti parole: “Le bacio la mano, Madama”.
Poi si avviavano a gustare la “Kaiserjause” (spuntino dell’´Imperatore) fatto di caffè e di focaccia chiamata Guglhupf che tutt’oggi viene servita alla caffetteria della Villa.
Col tempo, mentre tutto cambiava e crollava intorno a lui, Franz Joseph si attaccò disperatamente ad abitudini e riti nel tentativo di tenere distante ciò che non comprendeva ma soprattutto la fine.
Il suo regno si ridusse al suo scrittoio a Schloss Schönbrunn, al letto da campo dove dormiva, agli orari del lavoro, all’uniforme militare sempre indossata. La stessa Sisi dopo la morte del primogenito Rodolfo vestì sempre di nero.
A Bad Ischl e a Schönbrunn Franz Joseph poteva respirare ancora un pò di quello che Diver, il protagonista di “Tenera è la notte” di Francis Scott Fitzgerald, chiama “il mio bel mondo antico”. (Joker70)