Ahmad ibn Fadlan e il tredicesimo guerriero

We come from the land of the ice and snow
From the midnight sun, where the hot springs flow
The hammer of the gods
W’ell drive our ships to new lands
To fight the horde, and sing and cry
Valhalla, I am coming!

Immigrant Song, Led Zeppelin

Se si cercano spettacolarità, glamour, gioia per gli occhi il Thor della Marvel è il top. Se invece si scende sulla Terra e si cercano degli esempi credibili degli “immigrants” di cui parlano i Led Zeppelin il sottovalutatissimo 13esimo guerriero di John McTiernan del 1999 resta uno dei riferimenti più riusciti.
Il film è tratto dal romanzo “Mangiatori di morte” di Michael Crichton, a sua volta ispirato al poema epico Beowulf, caposaldo della letteratura nordica.
Il Beowulf (si usa il nome del protagonista in quanto il titolo originale non è pervenuto) è scritto in una variante sassone occidentale dell’anglosassone (o inglese antico) probabilmente nell’VIII sec. d.C. Con i suoi 3182 versi, è il più lungo poema anglosassone (e il più antico in un “volgare” europeo) creato probabilmente rielaborando racconti tramandati oralmente.
Il protagonista del 13esimo guerriero invece è ispirato alla figura di Ahmad ibn Fadlan, cronista arabo di origine persiana realmente esistito che, come un Tacito del Medioevo, viaggiò sul Volga e incontrò i Vichinghi (W’ell drive our ships to new lands).
Nonostante li considerasse un popolo rozzo e primitivo documentò molte usanze (funerali con sepolture navali, il modo di pregare, ecc.) che si ritrovano nel film.
Dove un gruppo di vichinghi che credono in Odino e Thor “Hammer of the Gods” che “come from the land of the ice and snow from the midnight sun” intraprende un’avventura per, come accade nel Beowulf, liberare un regno da un terribile flagello: “To fight the horde, and sing and cry Valhalla, I am coming!”. (Joker70)