
Nel 1948 Ernest Hemingway sbarca a sorpresa in Italia con la quarta moglie, Mary Welsh, e l’inseparabile Buick legata alla prua del piroscafo.
Comincia così un viaggio nell’Italia del dopoguerra che durerà otto mesi. Da Genova a Milano, da Stresa a Cortina, lo scrittore incontra e fa accordi con i suoi editori italiani – il «comunista» Giulio Einaudi e il filo-americano Arnoldo Mondadori. Conosce la sua «voce» italiana, Fernanda Pivano, e il suo compagno, Ettore Sottsass, e poi Italo Calvino e Natalia Ginzburg. Si spinge a Venezia, che non ha mai visto, e tra un martini all’Harry’s Bar e una battuta di caccia in laguna, rimane incantato dalla città. Incontra Adriana Ivancich, una bella ragazza veneziana di appena diciotto anni e se ne innamora perdutamente. Nasce un legame complicato e scandaloso che inciderà profondamente sulla vita di tutti e due. Adriana diventa la musa dello scrittore nel senso più classico: grazie a lei Hemingway ritrova l’ispirazione perduta e ricomincia a scrivere: è lei la Renata di Di là dal fiume e tra gli alberi». Adriana lo segue a Cuba. È una stagione tormentata. Ma con lei al suo fianco Hemingway riesce a completare la sua opera scrivendo Il vecchio e il mare, che gli vale il Pulitzer e poi il Nobel.
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