Come un gatto in tangenziale

Come un gatto

“Come un gatto in tangenziale” è uno dei primi film che mostrano la distanza che c’è fra la Roma centro che parla una sua lingua forbita, legge la Montessori, vede i film d’essai, va al mare a Capalbio e la Roma periferia che parla la lingua de noartri, vede i vapori delle curcume, ascolta i sitar indiani e le bestemmie in rumeno, vede di arrangiarsi, va al mare a Cocciademorto. E parla di altre distanze perchè Albanese è un esperto di un think tank sui finanziamenti europei che ha fatto le occupazioni a Sesto San Giovanni e passato notti a raccogliere le firme per “loro”, quelli che non conosce e che evita. Ogni riferimento ai paradossali digiuni ministeriali per lo ius soli è puramente voluto.
E uno dei primi film che mostra come sia la Vita a ridurre le distanze quando due ragazzi che comunicano in modi (i sentimenti sì ma anche il rap e la tecnologia, lo slang) ignoti ai genitori e alle loro “impicciate” situazioni si trovano e portano a incontrarsi i grandi che comprendono di aver bisogno l’uno della realtà dell’altro.
Molti richiami, ricordi, amarezze e riflessioni per chi credeva in una certa Europa e in una certa Sinistra ma anche speranza perchè la Politica, volenti o nolenti quelli che se la intestano dai loro Palazzi, segue la Vita perciò ha molte Vie e ci sono le possibilità di incontrarsi e collaborare se si scende dalle proprie letture e dai propri pregiudizi “che è tutto un magna magna”.
Bravissimi Albanese e Cortellesi. (Joker70)