20 anni di guerra al lavoro (1997-2017)

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Il 24 Giugno 1997 entrava in vigore il pacchetto Treu e iniziava un percorso concluso, per ora, con il Job’s Act. In mezzo la legge Biagi, chè anche i morti valgono per indorare la pillola.
Interinali, fino a 46 forme di contratto, cancellazione degli ammortizzatori sociali e del welfare, tirocini, voucher.

Morti, feriti, dispersi, impazziti, emigrati. 20 anni di “armiamoci e partite per il precariato”. 20 anni di guerra al lavoro.

“Una vita nella quale la nozione stessa di lavoro fosse pressochè scomparsa sarebbe preda delle passioni e forse della follia; non c’è padronanza di sè senza disciplina, e non c’è altra fonte di disciplina per l’uomo oltre lo sforzo richiesto dagli ostacoli esterni”.

Simone Weil, “Riflessioni sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale”

Il lavoro flessibile produce occupazione: è la promessa miracolosa che ha legittimato il progressivo smantellamento delle tutele del lavoro. La realtà è diversa, molto diversa. La flessibilità produce profonde disuguaglianze e ha costipersonali e sociali che non si possono sottacere. Costa prospettive di carriera professionale. Costa percorsi formativi iniziati e interrotti. Costa rapporti familiari instabili. Costa fatica fisica e nervosa per il continuo riadattamento a un nuovo contesto. Ma ancor più costa alla persona, per la sensazione rinnovata ogni giorno che la propria esistenza dipenda da altri. Costa la certezza amara che non è possibile guidare la propria vita come si vorrebbe, o come si pensa d’aver diritto di fare. Costa la comprensione che la libertà è alla prova dei fatti una parola priva di senso.

Luciano Gallino, Vite rinviate. Lo scandalo del lavoro precario

Sono un precario
a stento sbarco l’ordinario
attorniato dalla pietà di politici grassi
che chiedono: come te la passi?

Sono un precario
e c’ho un progetto straordinario
peccato non abbia un contratto
ma solo un sogno disfatto

Sono un precario
e se mi ammalo addio salario.
Mi tocca fare salti e salassi
per un gelato, un cinema e quattro passi

Sono un precario,
come un dipendente, sempre in orario.
Solo che quello ha il tiefferre
io invece manco la erre

Sono un precario
Di un dipendente sono il vicario
E ho solo un trattamento di finto rapporto
Pure quello, come me, col fiato corto

Sono un precario,
un santo nell’annuario
martire di un paese cosiddetto civile
fondato più che sul lavoro sulla bile.

Joker70

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