La fine degli Imperi

 

Edward-Gibbon-Storia-della-decadenza-e-caduta-dellImpero-Romano-Ed.-Einaudi

Più diventa tutto inutile
e più credi che sia vero
e il giorno della fine
non ti servirà l’inglese.

Il Re del Mondo, F. Battiato

Invasioni, epidemie, disoccupazione, siccità, incendi, bande di predoni, crollo di ponti e incuria delle vie, precarietà diffusa, abbrutimento, estremismo, disuguaglianze enormi, declino delle classi dirigenti, crisi istituzionale, spirituale, economica, sociale, culturale. 
Tecnologia mai vista, bande larghe (e zero acqua), auto capaci di parcheggiare da sole e dalle telecamere posteriori capaci di vedere dietro gli angoli per umani incapaci di vedere dietro i propri angoli interiori perchè impegnati a isolarsi nei “social” a guardare quelli virtuali. Una genetica capace di riprodurre interi esseri, tanti quanti nella realtà l’egoismo ignora e lascia affogare o deperire alle periferie e ai confini dell’Europa “dalle radici cristiane” affondate nelle banche per le quali è indispensabile adottare “piani di salvataggio”.
Eppure la fine degli Imperi resta uguale a sè stessa. E’ sempre un vortice tremendo nel quale si devono trovare non app ma appigli per non farsi trascinare via. Perchè è anche il rivolgimento da cui nascono nuovi mondi. Bisogna non smettere di cercare l’alba dentro l’imbrunire. E gli Agostino nelle periferie. (Joker70)