
“The Jazz Singer” premiere at the Warners’ Theatre, Broadway and 52nd Street, NewYork City, October 6, 1927
Brillava una fulgida stella a Febbraio. Nuova York deflagrò su di lui (ricorreva il compleanno di George Washington) con il bagliore di un evento a lungo atteso. Quel che ne aveva intravisto un mattino – visione di vivio biancore contro un cielo azzurro cupo – aveva lasciato in lui un’immagine il cui splendore rivaleggiava con le città fantastiche delle Mille e Una Notte; stavolta, invece, la rivedeva alla luce elettrica, e seduzioni romantiche rilucevano nelle insegne di Broadway e negli occhi delle donne al ristorante dell’albergo Astor, dove lui e il giovane Paskert, suo comapgno di collegio, andarono a cena.
Quando poi fecero il loro ingresso nella platea del teatro, salutati da striduli e discordi fraseggi di violini che si accordano, e dalla sensuosa fragranza di ciprie e belletti, egli sentì di muoversi un una sfera di delizie epicuree.
…Seguitarono a camminare, tra la folla di Broadway, sognando sulle ali della musica che sfiatava dai caffè. Facce ignote balenavano e si eclissavano, come luci che si accendono e spengono, a miriadi, facce pallide o imbellettate, stanche e tuttavia animate da esuasta eccitazione.
Amory le guardava affascinato. Stava facendo piani per la vita. Avrebbe abitato a Nuova York, figura di spicco in ogni caffè e ristorante alla moda, inappuntabile in abito di gala da prima sera fin al primo mattino, riserbando al sonno le ore morte fino a mezzogiorno.
tratto da Al di qua del Paradiso di Francis Scott Fitzgerald