
Costruita nel 575 a.C. circa sotto il re Nabucodonosor II (Nebuchadnezzar II) nella parte nord di Babilonia la Porta di Ishtar (arabo بوابة عشتار, persiano: دروازه ایشتار) era l’ottava porta della città interna di Babilonia.
Dal 1930 la porta si trova al Pergamonmuseum di Berlino, ricostruita con i materiali provenienti dagli scavi di Robert Koldewey, insieme ad una parte della Via Processionale che passava sotto di essa. In realtà era una doppia porta di cui ciò che si vede nel Pergamonmuseum è solo la più piccola parte frontale. L’ingresso posteriore, più ampio, è custodito nei magazzini del museo, mentre altre parti della porta, e due leoni della Via Processionale, si trovano in vari altri musei sparsi nel mondo.
Ištar (o Ishtar) è dea dell’amore, della fertilità, dell’erotismo e della guerra derivata dalla dea sumera Inanna. I principali centri del suo culto erano Uruk, Assur, Babilonia, Ninive.
Il leone, da sempre collegato a forza e regalità , in età neolitica accompagnava l’ atto del parto delle divinità Madri della natura e nel poema di Agusaya viene esplicitamente paragonato a Isthar, dea guerriera e “leonessa”. “Signora della battaglia” e dea dell’amore (come la greca Afrodite e la romana Venere) la dea era messa in rapporto anche con il pianeta Venere, raffigurato con una stella a otto punte che divenne simbolo di Ishtar.
Dalla Porta di Ishtar è passato anche Alessandro Magno. Nel 331 a.C. Babilonia lo accolse dopo la grande vittoria di Gaugamelae. Alessandro fece eseguire numerosi restauri nella città e vi si trasferì pochi mesi dopo la sua spedizione in India. Ed è a Babilonia che si spense il 10 o 11 Giugno del 323 a.C. Nella città allora avvenne la prima divisione dell’impero tra i suoi generali.