L’Anima del Luogo

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Teatro greco di Segesta, Sicilia

Uno dei primi testi di psicologia è Arie, acque e luoghi, in cui Ippocrate afferma la specificità dell’acqua di un luogo, in quanto diversa da quella di altri luoghi. Lo stesso vale anche per l’Aria. Il corpo avverte questa diversità, e se non la tenessimo in conto cominceremmo a collocare lo stesso tipo di edificio in qualsiasi posto del mondo.
Nell’antica Grecia, luoghi quali crocevia, sorgenti, pozzi, boschi e simili, avevano specifiche qualità e specifiche personificazioni: dèi, demoni, ninfe, daimones, e se si era inconsapevoli di tutto questo, se si era disattenti alle figure che abitavano un incrocio o un bosco, se si era insensibili ai luoghi, si correva un grave pericolo.
Si poteva esserne posseduti. Consideriamo, per esempio, la ninfolessia: le ninfe o Pan potevano sopraffare il viandante. Perciò si doveva essere consapevoli di quello che accadeva, di quale spirito, quale sensibilità, quale immaginazione presidiava un particolare luogo, o come la psiche, l’anima corrispondevano al luogo in cui ci si trovava.
Alcuni luoghi venivano evitati, mentre in altri si traeva beneficio e si otteneva guarigione. Questo accade ancora oggi. In tutta l’Europa ci sono terme, luoghi dove si possono fare bagni curativi. Saturnia è uno di questi posti; un altro è Montecatini.
Ci sono luoghi in cui l’Acqua e l’Aria sono benefiche, ma li abbiamo alterati trasformandoli in località di villeggiatura dove sciare o prendere il sole, e dove i servizi turistici – impianti di risalita, stabilimenti balneari e tutto il resto – sono la cosa più importante, finendo  così per cancellare il carattere originario del luogo.
E’ importante rendersi conto di cosa i luoghi “contenevano”, tenevano –dentro, da cosa fossero in-habited.
Ogni luogo aveva un’intima, peculiare qualità.
Questo In, l’interiorità del luogo, è l’Anima del luogo.

tratto da “L’anima dei luoghi. Conversazione con Carlo Truppi” di James Hillman