Lo spirito della Brughiera

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Wuthering Heights di Andrea Arnold (2011)
“Il mastino dei Baskerville” di Arthur Conan Doyle e “Cime tempestose” di Emily Brontë hanno in comune un protagonista, potente e fondamentale in entrambi: il Moor, la Brughiera.
Lo “spirito della brughiera” nella quale si aggira l’inquietante mastino “prende l’anima”, scrive Watson a Holmes, mentre affascina.
Come affascina Emily Brontë e i suoi protagonisti Catherine e Heathcliff che vi sono cresciuti come lei.
Visitando la Scozia ho conosciuto il Moor e ammirato la vastità e la bellezza di una Natura potente e inquietante.
Alcune valli delle Highlands sono autentiche cattedrali della Natura in cui sono i suoni del vento sulle lande a muoversi come quelli di un organo.
Ho visto la nebbia scendere in pochi minuti e appesantire l’ambiente e l’animo di suggestioni come quelle che traspirano dai racconti della gente del Moor con le loro apparizioni di streghe e inquietanti presenze.
L’urlo del mastino dei Baskerville e la voce di Catherine nel vento della brughiera riecheggiano quelle storie e grazie alla maestria di Arthur Conan Doyle e Emily Brontë giunge anche a noi l’eco dello “spirito della brughiera”.

 

Maniero di Baskerville, 13 ottobre

“Mio caro Holmes,

Le mie lettere e i telegrammi precedenti l’hanno tenuta abbastanza al corrente su quanto è sinora accaduto in questo angolo di terra abbandonato da Dio. Più si rimane qui e più lo spirito della brughiera, la sua vastità, diciamo pure il suo lugubre fascino, prende l’anima. Una volta chiusi nella sua stretta ci si lascia alle spalle ogni traccia della moderna Inghilterra, mentre si avverte sempre più intensamente la presenza delle dimore e delle opere delle genti preistoriche”.

da “Il Mastino dei Baskerville” di Arthur Conan Doyle

“Mia sorella Emily era innamorata della brughiera; ai suoi occhi negli angoli più cupi della landa sbocciavano i più vividi fiori, la sua mente sapeva trasformare in un Eden la più tetra valletta affossata sul livido fianco di una collina. Nella squallida solitudine trovava le più rare delizie; e certamente, non ultima, anzi, la più amata, la libertà. La libertà era l’aria che Emily respirava […]

da Elizabeth Gaskell, La vita di Charlotte Brontë (trad. Simone Buffa di Castelferro), Milano, La Tartaruga edizioni, 2006, p.130.