Il Giullare e il Ladro

bobdylan

Nel 1973 Bob Dylan compose una splendida colonna sonora per il film Pat Garrett e Billy the Kid (1973), diretto da Sam Peckinpah, di cui fa parte la celeberrima Knockin’ on Heaven’s Door e si ritagliò un ruolo speciale nel film. Quello di un enigmatico fuorilegge che parla poco e ha un nome molto particolare: Alias.
Nome perfetto per chi come Dylan ha sempre cercato di “essere altrove”, di sfuggire ai tentativi di incasellarlo in un ruolo o in un genere musicale e incarna più personaggi:
Robert Allen Zimmerman alias Bob Dylan alias Zushe ben Avraham.
Spesso infatti si dimentica che Robert Allen Zimmerman, universalmente conosciuto come Bob Dylan, ha anche un nome ebraico: Zushe ben Avraham.
I suoi nonni paterni, Zigman e Anna Zimmerman, emigrarono da Odessa in Ucraina negli Stati Uniti dopo i progrom antisemiti del 1905. I nonni materni Benjamin e Lybba Edelstein emigrarono dalla Lituania in America nel 1902.
E i suoi genitori, Abram Zimmerman e Beatrice “Beatty” Stone, facevano parte della comunitò ebraica.
La Cultura ebraica ha influenzato profondamente Dylan e torna spesso nei suoi testi come in All Along the Watchtower.
Le Torri di Guardia e due cavalieri sono citati da Isaia parlando della caduta di Babilonia ed è inevitabile collegare questo riferimento apocalittico al clima dell’America del ’68 quando fu scritta la canzone.
Si parla però anche della crisi dell’artista il cui patrimonio è assalito da personaggi che non “sanno il valore di ciò”.
Un artista che prende le fattezze di un Giullare, una figura ben presente nell’Arte di Dylan e Dario Fo, scomparso proprio il giorno dell’assegnazione del Nobel al menestrello di Duluth.
E non è un caso che a consolare il giullare sia un ladro, altro “borderline” della società che come il primo ha “un altro destino”.
Perchè, come Dylan aveva già scritto nel 1963 nel poema “11 outlined Epithaps”:
Sì, sono un ladro di pensieri ma non un ladro d’anime, prego
ho costruito e ricostruito
su ciò che è in attesa
perché la sabbia sulle spiagge
scolpisce molti castelli
su quel che è stato aperto
prima della mia epoca
una parola, un motivetto, una storia, un verso
chiavi al vento per aprirmi la mente
e per garantire alle mie idee da armadio un’aria da cortile.

“Dev’esserci una via d’uscita”,
disse il giullare al ladro,
“C’è troppa confusione,
non riesco a trovare sollievo.
Uomini d’affari bevono il mio vino,
contadini scavano la mia terra,
nessuno di loro lungo il confine
sa quale sia il valore di ciò”

“Non c’è motivo di allarmarsi”,
disse il ladro gentilmente
“Ci sono molti qui tra di noi
che pensano che la Vita sia solo un gioco.
Ma tu ed io ci siamo già passati
e non è questo il nostro destino,
perciò, basta parlare in maniera falsa adesso,
l’ora è tarda.”

Lungo le torri di guardia,
i prìncipi osservavano l’orizzonte
mentre tutte le donne andavano e venivano
anche i servitori scalzi.
Fuori, in lontananza,
un gatto selvaggio ringhiò,
due cavalieri si stavano avvicinando,
il vento cominciò ad ululare.

All along the watchtower
Bob Dylan