Cafè Society

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In Cafè Society ho ritrovato squarci della New York anni ’30 di Scott e Zelda Fitzgerald, Louise Brooks, Babe Ruth, dei gangster alla Dave “lo Sciccoso”, dei fumosi e poetici Club Jazz e del mondo ebraico descritto dalla Nemirowsky. Anche il Bobby Dorfman del film prova a fare il “Cane” ma alla fine torna a sentire il richiamo del Lupo e a fare quello che è atavico per il popolo cioè gestire affari. E ha un fratello malfamato che fa quello che gli altri non osano fare. Certo Allen tratta la materia a suo modo, con leggerezza e ironia, e manca la ferocia, la passione che muove gli Ada e Ben del bellissimo “I cani e i lupi” ma è sempre affascinante veder venire alla luce i fiumi carsici che uniscono un mondo e una Cultura tanto antica. (J70)