
There is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it has been the ruin of many a poor girl
And me, oh God, for one
If I had listened to what my mother said
I’d been at home today
But I was young and foolish, oh God
Let the rambler lead me astray
Go and tell my baby sister
Don’t do what I have done
But to shun that house in New Orleans
They call the Rising Sun
I’m going back to New Orleans
My race is almost run
I’m going back to spend my life
Beneath that Rising Sun
The House of the rising sun è stata scritta probabilmente a fine ‘800, primi del ‘900 da un autore sconosciuto e probabilmente, per il suo contenuto, la versione originale era al femminile.
La melodia è forse ispirata a quella di “Matty Groves”, antica ballata inglese del ‘600.
La canzone narra di una ragazza che si è perduta in una delle case chiuse di Storyville a New Orleans.
Storyville, conosciuto anche come “The District”, era l’antico quartiere a luci rosse della città del delta del Mississipi, istituito nel 1897 dal sindaco Sidney Story per proteggere il “decoro” della città togliendo la prostituzione dalle strade.
Fu chiuso nel 1917 a seguito di proteste e appelli alla moralità nati dai vertici dell’Esercito.
Il motto di Storyville era Honi soit qui mal y pense (sia vituperato chi ne pensa male), lo stesso dell’Ordine della Giarrettiera, il più antico e prestigioso ordine cavalleresco inglese nato nel Medioevo e che ha al suo vertice il Sovrano.
Le donne che entravano a Storyville, come espresso nel testo della canzone, finivano in un ghetto. Venivano registrate come prostitute e nei bordelli spesso si concludeva la loro esistenza.
Porte come quelle della “Casa del Sole nascente” rappresentavano in realtà l’entrata in gabbie dove tramontavano sogni, speranze, desideri.
Nel 1912 il fotografo E.J. Bellocq realizzò un album fotografico nel quartiere a luci rosse intitolato “Storyville portraits”.
Il quartiere raccoglieva anche altri “ultimi” della società come uomini e donne di colore ed era sede di locali dove si esibirono anche grandi nomi della musica nera come “King” Oliver, “Jelly Roll” Morton, Louis Armstrong.
La versione più recente di The house of the rising sun è entrata nel repertorio di cantanti quali Joan Baez, Woody Guthrie, Pete Seeger, Bob Dylan, Leadbelly e soprattutto è divenuta il pezzo più famoso dei The Animals che molti hanno ripreso realizzando cover.
La versione più nota è del 1964 e divenne, per il significato, la melodia struggente e la malinconia, una delle canzoni più amate durante la Guerra del Vietnam.
Amata da coloro che si opponevano alla guerra in patria ma soprattutto da quei ragazzi che, divenuti soldati, vedevano tramontare i loro sogni, speranze, desideri in quella terribile House of rising sun che fu la guerra del Vietnam.

La band di “King” Oliver, 1921


