Servono Alfabeti

anima_ddd

Servono Alfabeti (impressioni sparse da un incontro all’Ostello di Lucca per Vania e contro la violenza sulle donne)

La fragilità non è accettata nelle donne che se la mostrano vengono considerate sceme o deboli. Le donne non sanno chiedere aiuto e la solidarietà fra loro è solo di facciata (con altre parole, ma penso di riportare concetti espressi durante il dibattito).

…La fragilità non è accettata nemmeno fra gli uomini che se mostrano sensibilità vengono considerati deboli, incapaci, strani o con tendenze omosessuali, con tutto quel che purtroppo comporta. Anche gli uomini non sanno chiedere aiuto, atto che potrebbe ugualmente farli considerare deboli, incapaci, falliti. La solidarietà fra uomini non è così forte come appare perchè ci sono appunto temi tabù (dalla fragilità ai sentimenti) che spesso non è facile nè consigliabile condividere. Perciò quando accadono eventi terribili come quello che ha portato via Vania vedo negli uomini furia e odio spaventosi ma anche una spaventosa povertà interiore e di strumenti. Strumenti per decifrare, per esprimere, per mettersi in discussione, per vedere soluzioni diverse che non siano lo sfogo sulla donna fino al ricorso alla persecuzione e peggio all’omicidio. Quindi mancano a uomini e donne Alfabeti, strumenti per capire, esprimere, incontrarsi, dialogare. Mancano Parole e Parole di sostanza, ma strabordano da giornali, social, tv ecc.. le parole vuote e le foto vanesie dei modelli proposti che, per uomini e donne, sono invariabilmente esempi di successo, bellezza, potere, denaro. I modelli sono distanti, collocati in una specie di empireo per privilegiati e in più i mezzi per fare strada sono sempre più scarsi grazie al fatto che l’unico modo individuato per superare le crisi economiche è stato far pagare il lavoro e i territori ampliando il divario fra ricchi e gli altri, fra alcuni centri e la periferia, fra servizi per alcuni e servizi per tutti. Certo sono punti critici, ma uomini e donne hanno punti di contatto e da essi si può partire per dialogare e condividere.

…Mi vengono in mente gli Stati Uniti d’America. Per anni lodati perchè era stato scelto un presidente di colore e ora alle prese con un imponente rigurgito razzista e discriminante che si è convogliato su Trump. Il cosiddetto progresso, negli States come in Italia, riguarda quindi alcuni centri, alcune parti della società ma nella gran parte della provincia profonda si aggirano spettri antichi come razzismo, omofobia, violenza sulle donne ecc.. Il “progresso” nel caso di Vania si è rivelato solo un mezzo per arrivare a lei. L’amante le ha rubato il cellulare, una delle icone del progresso, per intromettersi nella sua vita e soprattutto per tenderle una trappola dove sfogare un indicibile odio antico e bestiale.

…“Indicibile”, “tacere”, “non si può dire”, “silenzio”…ricorrono spesso in questi fatti termini che hanno a che fare col Dire. Bisogno di Alfabeti.

…Mi viene in mente “La scimmia nuda” di Desmond Morris. Sì, l’essere umano si pavoneggia delle e nelle sue conquiste tecniche e scientifiche ma l’Evoluzione ha ritmi molto, molto più lenti e per tanti versi si comporta ancora come una scimmia del Pleistocene. Il divorzio è stato introdotto solo negli anni ‘70 e così l’aborto e pure la diffusione dei metodi contraccettivi. Cambiamenti rilevanti che però si scontravano e scontrano con secoli e secoli di tradizioni, educazioni, culture. Tanto è vero che abbiamo i medici obiettori di coscienza, il Family Day e una Chiesa che ha anch’essa alcune posizioni “progressiste” a livelli elevati ma nelle quali si parla per lo più di “principi non negoziabili” mentre nei territori è tutt’altra storia. “Principi non negoziabili” significa nella pratica per lo più “muri non negoziabili”. E’ ora che i muri crollino e che si rivedano impostazioni che non hanno altro effetto che il chiudersi e impedire il confronto quindi la comprensione e la condivisione aumentando le distanze con realtà in perenne e spesso veloce mutamento. L’insegnamento della Chiesa riguardo al corpo e alla sessualità propri e altrui spesso provoca, e posso dirlo per averlo provato, distorsioni, paure, rigidità non facili da correggere oppure per ribellione un “fai da te” spesso rischioso. Elementi che poi pesano nelle relazioni. Mi è molto mancato un Alfabeto di avvicinamento a sentimenti e affettività così come alla loro espressione e dubito che si possa imparare dal virtuale e dai social. Certo l’educazione è uno dei mestieri più incerti e difficili, ma sicuramente un aiuto da chi è preposto ad essa, dalla scuola alla Chiesa, potrebbe attenuare certi esiti violenti. Quindi uomini e donne devono mettersi in discussione, cercare insieme aiuto e Alfabeti nuovi ma lo stesso devono fare le Istituzioni. Vorrei una bella manifestazione al Circo Massimo contro il femminicidio organizzata dai paladini del Family Day. Vorrei che la Chiesa in tutte le sue componenti prendesse decisamente posizione contro la violenza sulle donne rivedendo le sue posizioni sulla famiglia tradizionale che continua a celare al suo interno lati oscuri e terribili. E’ evidente che qualcosa non va anche in essa ed è inutile e dannoso tirare avanti senza cambiamenti.

…Così come è stato creato un Fondo Atlante per le banche vorrei un Fondo Atlante per Cultura, Welfare, Educazione, Dialogo interreligioso. Vorrei che la politica tornasse a fare Politica. Perchè necessità di Alfabeti significa necessità di Politiche culturali, educative, sociali, industriali. Le crisi sono state pagate da pochi e precisi elementi della società (lavoro, educazione, cultura, stato sociale) e facciamo sempre più i conti con l’indebolimento di essi. Il lavoro è stato reso sempre più precario e con esso sono decadute sicurezza personale e economica, capacità e possibilità di progettare famiglie e futuro per essere sostituite da povertà, incertezza, disperazione, abbrutimento. L’uomo paga anche questo lato dello stravolgimento del suo ruolo. Raggiunto dalla donna per molti versi, non ha più un lavoro stabile (e magari a 40,50,60 anni è considerato inutile dal mondo del lavoro), una realizzazione culturale e professionale, non è più quello che porta il pane a casa. Spesso l’unica cosa che sente di avere sono la donna e i figli sui quali si scaricano tensioni enormi fino alla violenza e all’assassinio. Donne, figli e uomini in modi diversi sono presi spesso in meccanismi che li portano in un angolo di impotenza e solitudine. Servono tempo e cultura per assimilare cambiamenti tanto profondi, oltretutto complicati da fenomeni enormi come la diffusione del web e le migrazioni. Serve una nuova attenzione ai territori da parte di una Politica che deve tornare a fare Politica e non il braccio armato dell’economia. Deve Redistribuire: risorse, servizi, cultura, informazione, partecipazione. L’economia e il mercato non possono comprendere i moti dell’animo umano e comunque se ne fregano di essi. Lo Stato sociale è garanzia contro i rischi sociali, recita una formula dello Statuto del Partito Socialista francese di cui ci si è colpevolemente dimenticati e oggi territori a cui si sono fatti pagare i costi degli equilibri di bilancio e delle follie del sistema finanziario si trovano impoveriti di risorse e servizi a fronteggiare fenomeni enormi.

…Non servono nuove leggi, ma semmai certezza della pena e soprattutto Controlli e vigilanza. Troppo spesso la politica pensa di aver fatto fronte al problema perchè ha legiferato e invece i problemi iniziano allora. Quando sui territori non ci sono risorse, personale, strumenti adeguati per far rispettare le leggi o affiancare chi si trova in difficoltà e quindi le tante leggi restano sulla carta senza alcun effetto reale.

…C’è bisogno di Alfabeti, di Cultura e anche di Bellezza. La Bellezza non salverà il mondo ma attenua l’effetto dell’abbrutimento e fa sapere che c’è altro al mondo, anche dentro di noi. La ricchezza interiore è stata anch’essa messa in un angolo a vantaggio di quella esteriore. Se si arriva al punto di considerare “proprio” un altro essere umano, di ridurre tutto al suo possesso tanto che è possibile perseguitarlo, colpirlo, distruggerlo significa anche che di “proprio”, interiormente, non si ha niente. Nè si sa che c’è qualcosa di più.

Possiamo cercare di togliere alimento al fuoco che ha bruciato Vania, ma dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere limiti e mancanze e di metterci in discussione e chiedere aiuto per correggerle. L’Umiltà è un valore desueto nella società del successo, ma sempre più necessario e la stessa Vania a quel che sembra ne faceva uso nel suo lavoro e per sè al punto che non si è protetta efficacemente. E’ già difficile proteggere sè stessi da certi mostri interiori (rabbia ma anche tristezza, depressione ecc..) ed è ancora più difficile per chi è esterno avvertire il pericolo e difendersi efficacemente. Da soli gli uomini possono iniziare ma non ce la possono fare. E così le donne. E’ necessario, e sarebbe importante per ricordare Vania e onorarla con un cambiamento da trasmettere ai figli, alimentare con educazione, cultura, Bellezza, lavoro interiore, un altro tipo di Fuoco, che invece di estinguere e separare dà calore e avvicina: il fuoco della Solidarietà. (Joker70)