
Chi è questi che viene da Edom?
Egli da solo ha pigiato l’uva nel torchio.
Vi giunse uno che parlò della vergogna di Gerusalemme
e dei Luoghi Sacri profanati;
Pietro l’Eremita, che flagellava con le parole,
e fra chi lo ascoltò alcuni erano buoni,
molti erano malvagi,
e molti non erano niente.
Come tutti gli uomini in qualsiasi luogo.
Alcuni partirono per amore di gloria,
alcuni perchè erano infaticabili e curiosi,
alcuni rapaci e lussuriosi;
molti lasciarono il loro corpo agli avvoltoi della Siria,
o furono dispersi in mare lungo il viaggio;
molti lasciarono l’anima in Siria,
continuando a vivere immersi nel peccato;
molti tornarono indietro a pezzi,
ammalati, costretti all’elemosina,
trovando, giunti alla loro porta,
che uno straniero aveva preso possesso delle loro cose;
giunsero a casa screpolati dal sole dell’Est
e dai sette peccati capitali della Siria…
E a dispetto di tutto il disonore,
degli stendardi spezzati, delle vite spezzate,
della fede spezzata in un luogo o in un altro,
c’era qualcosa che essi lasciarono,
ed era più che i racconti
di vecchi nelle sere d’inverno.
Solo la fede potè aver fatto quanto in ciò vi era di bene:
l’integra fede di pochi,
la fede parziale di molti.
Non avarizia, lascivia, tradimento,
invidia, accidia, gola, gelosia, superbia:
non queste cose fecero le Crociate,
ma furono queste cose che le disfecero.
Ricordate la fede che trasse gli uomini dai loro focolari
al richiamo di un predicatore errante.
La nostra è un’età di virtù moderata,
e di vizio moderato,
in cui gli uomini non deporranno la Croce
perchè mai l’hanno presa.
Eppure nulla è impossibile: nulla
agli uomini di fede vera.
Rendiamo quindi perfetta la nostra volontà.
O Dio, aiutaci.
Thomas S. Eliot, Cori della Rocca, Coro VIII