
Da qualche mese so che dovrò andare via, tornare a Parigi. “Corrispondente di Le Monde in Italia” è purtroppo un mestiere effimero. E’ un dolore. Roma mi lascerà partire senza rimpianto, ne sono sicuro, come ne ha visti partire molti altri che l’hanno amata da morire. Ma la città non si affeziona agli innamorati di un giorno o di un decennio. Conosce le anime e i cuori. Sa bene che ne verranno altri, ne arriveranno interi voli charter. Come un tempo Goethe, Chateaubriand, Stendhal, tutti sgomenti e tutti ripartiti. Sui giornali leggo che il Giubileo della misericordia (l’anno santo che durerà fino al 20 Novembre 2016) dovrebbe attirare decine di migliaia di pellegrini di turisti. Ci si rallegra per questi arrivi, ma nessuno tiene conto delle partenze. E della mia ancora meno delle altre. Nel mio piccolo sono stato un testimone attento, a volte un innamorato sconfortato, quando vedevo i romani così passivi di fronte al declino della loro città. Ma sono stato anche ricompensato quando durante una passeggiata Roma mi offriva il segreto di un giardino nascosto, la freschezza di un cortile il cui pesante portone avevo sempre trovato chiuso.
Philippe Ridet, corrispondente dall’Italia per Le Monde dal 2008, da Internazionale n.1156