Enfants de la Patrie

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«Che una tale città – scriveva Victor Hugo – che un tale capoluogo, una tale fonte di luce, centro di spiriti, cuori e anime, che un tale cervello del pensiero universale possa essere violentato, fatto a pezzi, preso d’assalto, da chi? Da una selvaggia invasione? Questo non può accadere. Non accadrà. Mai, mai, mai! Parigi trionferà, ma a una condizione: ovvero che voi, io, noi tutti assieme che siamo qui, diventiamo una cosa sola e un solo cittadino, un solo cittadino per amare Parigi, un solo soldato per difenderla».
Oggi più che mai mi rendo conto della bellezza della mia città. Questa città, non la cambierei con nessuno dei paradisi che i pazzi di Dio promettono. Le vostre fontane di latte e di miele non valgono la Senna. Parigi, per cui io sarò un soldato. Parigi, che è tutto quello che voi odiate. Un mélange sensuale e incantevole di lingue, carnagioni e religioni. Parigi dove ci si bacia appassionatamente sulle panchine, dove in fondo a un caffè possiamo ascoltare una famiglia dividersi per delle opinioni politiche e finire la propria serata brindando all’amore. Questa notte i nostri teatri, le nostre biblioteche, i nostri musei sono chiusi. Ma domani apriranno di nuovo e saremo noi, enfants de la patrie, miscredenti, infedeli, semplici flanêurs, adoratori d’idoli, bevitori di birra, libertini, umanisti, a scrivere la storia.

Leila Slimani, giornalista e scrittrice franco-marocchina, è nata a Rabat nel 1981. Ha lavorato per Jeune Afrique, settimanale di questioni africane e internazionali. Il suo primo romanzo è “Dans le jardin de l’ogre” (Gallimard, 2014)

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http://www.lastampa.it/2015/11/27/speciali/origami/integralisti-io-vi-odio-il-grido-di-lela-slimani-scrittrice-e-giornalista-francomarocchina-YeAsjRjqwMqkH8kn2TytVL/pagina.html