“Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegati ai nostri nipoti” è divenuto il testamento del Prof. Gallino che è stato prezioso anche in questo: ribadire l’importanza del Raccontare, dello spiegare, del far comprendere, del tenere memoria nell’epoca della velocità, della bulimia dell’annuncio e dell’apparire, delle notizie a 140 caratteri ai quali si cerca di ricondurre una Realtà irriducibilmente più complessa, sofferta, vasta e ricca di energie, idee, potenzialità.
Grazie a Luciano Gallino per aver dato voce alle vite rinviate, sconvolte, ferite, spente e aver denunciato gli abusi e i misfatti di un sistema cinico e spietato. Soprattutto per esser stato una fonte inesauribile di pensiero critico che sarà prezioso per resistere e costruire alternative.
«Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico».
“Il lavoro flessibile produce occupazione: è la promessa miracolosa che ha legittimato il progressivo smantellamento delle tutele del lavoro. La realtà è diversa, molto diversa. La flessibilità produce profonde disuguaglianze e ha costi personali e sociali che non si possono sottacere. Costa prospettive di carriera professionale. Costa percorsi formativi iniziati e interrotti. Costa rapporti familiari instabili. Costa fatica fisica e nervosa per il continuo riadattamento a un nuovo contesto. Ma ancor più costa alla persona, per la sensazione rinnovata ogni giorno che la propria esistenza dipenda da altri. Costa la certezza amara che non è possibile guidare la propria vita come si vorrebbe, o come si pensa d’aver diritto di fare. Costa la comprensione che la libertà è alla prova dei fatti una parola priva di senso”.

