Nel mio piccolo anch’io quest’anno celebrerò un centenario. Sono infatti 100 anni che lo Stato italiano si accanisce con infinita, fantasiosa, cinica coerenza sulla mia famiglia.
Nel 1915 uno dei miei nonni, contadino come tanti suoi commilitoni, fu costretto a fronteggiare l’Orrore in una guerra su cui non potè esprimersi e di cui ignorava tutto. Una guerra che ha regalato poca terra e molti morti, molto dolore, molto Fascismo. Sotto il quale nacquero i miei che a neanche 3 anni si trovarono in guerra e poi divennero sfollati. Mentre l’altro mio nonno veniva spedito in Russia da cui tornò a piedi vedendo e soffrendo l’Indicibile per non ricevere neanche uno straccio di pensione. Il boom economico durò il tempo necessario per prendergli le misure e smontarlo. I miei si trovarono così coinvolti nella sparizione della Bertolli, fra i primi esempi di quello smantellamento delle eccellenze produttive del Paese che sarebbe arrivato a pieno compimento nel mio periodo. Quando, dal Pacchetto Treu al Job’s Act, ho visto distruggere il lavoro e lo Stato sociale, trionfare più di 40 forme di contratto e la precarietà a tempo indeterminato, esplodere menti e nuove parole come “neet” e “esodati” per sistemare sbrigativamente in statistiche o in campagne elettorali gli errori di carne e ossa e le loro sofferenze. Dulcis in fundo mi sono trovato a vivere lo smantellamento delle Province, una delle peggiori riforme della Storia. Ovviamente da precario. Precario in un Ente precario. Per il Centenario lo Stato italiano mi ha regalato sensazioni mai vissute neppure in anni di svariata e onorata flessibilità. Quale sublime, perversa, inarrivabile fantasia possiede! E ora mi lascia senza indennità di disoccupazione perchè il programma informatico preposto, mesi dopo l’approvazione del miracoloso Job’s Act e delle nuove forme di sostegno, non è ancora pronto e non è noto se e quando verrà erogata. Il tutto predisposto da un Premier e un governo sul quale non ho potuto esprimermi. Perchè lo Stato italiano ama i corsi e ricorsi storici e anche stavolta non mi ha deluso trovando degni modi di celebrare il Centenario.
