Agosto 1914. All’indomani della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia, Marc Bloch lascia Parigi per raggiungere il fronte. Ufficiale di fanteria, condivide con i suoi compagni la dura quotidianità della vita di trincea, il caos degli scontri a fuoco con il nemico, la paura della morte sempre in agguato, il dolore per le tante perdite. Di quegli anni terribili, da cui uscirà con la consapevolezza del proprio mestiere di storico, ci darà nei Ricordi di guerra 1914-1915 un resoconto appassionante e pervaso da una sobria umanità, scegliendo di raccontare solo ciò che ha visto e vissuto di persona e proprio per questo rendendo la sua una testimonianza generale. Questa esperienza individuale sarà in seguito ripensata da Bloch nelle Riflessioni.
Marc Bloch (1886-1944) è stato uno degli storici più influenti del Novecento, fondatore insieme a Lucien Febvre delle «Annales d’histoire économique et sociale» nel 1929. Dal 1919 è stato docente di Storia medievale a Strasburgo, e dal 1936 di Storia economica alla Sorbona. Fu ufficiale di fanteria durante la Grande Guerra, terminando il conflitto come capitano premiato con la Legion d’onore. Entrato nella Resistenza francese, durante l’occupazione nazista della Francia fu catturato, torturato e fucilato dalla Gestapo nel 1944. Tra le sue opere più influenti I Re taumaturghi, La strana disfatta e l’Apologia della storia, pietra miliare della storiografia.
