Essenza su essenza su essenza

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Il tuo sorriso si muove sicuro nell’ampia sala sorvolando l’affollarsi di sguardi maschili che, dai più timidi ai più impertinenti, cercano di catturare la tua attenzione o un dettaglio dei tuoi movimenti.
La schiena, soprattutto la schiena, lasciata libera dall’abito lungo che indossi, è spazio sul quale si addensano fantasie come se l’orlo del tessuto nero che la cinge fosse labile cancello a un regno di meraviglia.
Osservarti è mettersi in ascolto.
Il tuo incedere sui tacchi alti reso dolce da quel tocco di incertezza nel passo.
L’ondeggiare dei fianchi che risuona nello sguardo e nel respiro di chi ti segue.
Le dita intorno al bicchiere di vino rosso che ogni tanto porti alla bocca.
Mi avvicino. Finalmente il tuo profumo dal naso si fa spazio nella mia testa. Lo unisco al sapore e al profumo del vino nel mio bicchiere. E infine è il tuo sguardo a parlare.
Essenza su essenza su essenza.
Seguendo quel misterioso e sensuale discorso, mentre continui a osservarmi, lentamente mi sposto fino ad essere al tuo fianco. Sfioro la tua schiena scendendo verso il basso. Sinuoso calore, brivido sulla tua pelle. L’indice della tua mano sfiora il pube dal basso in alto, sopra i pantaloni, facendomi tendere verso di te.
Il respiro si spezza, la razionalità si squarcia mentre tu sorridi sicura sorvolando il desiderio che ci avvolge.

Tratto da “Tu sei solo un viaggio” di S. Vannucchi