
dal film Racconto di due città (1935) di Jack Conway con Ronald Colman e Basil Rathbone.
“- Voi avete una lunga vita da ricordare, non è vero, signor Lorry?
– Ho settantotto anni.- Siete stato sempre utile; regolarmente e costantemente occupato; fidato, rispettato e considerato.
– Sono stato un uomo d’affari da quando sono un uomo. Anzi, posso dire che lo ero già da ragazzo.
– …Mi piacerebbe chiedervi una cosa: la vostra fanciullezza vi sembra molto lontana? i giorni in cui sedeste sulle ginocchia di vostra madre vi sembrano giorni di tanto tempo fa?
Accordandosi alle sue maniere addolcite, il signor Lorry rispose:
– Vent’anni fa sì, lo sembravano; arrivato a questo periodo delle mia vita no. Perchè avvicinandomi alla fine, viaggio in circolo e mi riavvicino sempre più al principio. Sembra che sia questa una delle cose benignamente disposte per preparare la via. Il mio cuore è toccato, adesso, da tanti ricordi da tanto tempo addormentati, di mia madre specialmente, bella e giovane (e io, che sono così vecchio!), e di tante memorie dei giorni in cui quello che chiamiamo mondo non era così reale per me, e i miei difetti non erano così saldamente fissati in me”.
tratto da Le due città di Charles Dickens
Racconto di due città (A Tale of Two Cities) venne pubblicato sulla rivista All the Year round in 31 puntate settimanali, dal 30 aprile al 26 Novembre del 1859. Con Barnaby Rudge è l’unico romanzo storico scritto da Dickens.
Con oltre duecento milioni di copie vendute in un secolo e mezzo è il romanzo più letto nel mondo, in particolare nei paesi di lingua inglese.
Il romanzo è ambientato a Parigi e Londra durante la Rivoluzione francese e negli anni del Terrore.
Dickens utilizza l’intreccio del romanzo allo scopo di chiarire ai lettori la migliore strategia per mantenere la pace sociale, evitando gli orrori e i traumi di una possibile rivoluzione. Nel pieno di un’epoca vittoriana che idolatra il progresso e, nel contempo, vuole stabilità, quanto accaduto in Francia alla fine del ‘700 rappresenta a giudizio dello scrittore una sintesi di macroscopici errori da non commettere se davvero si desidera porsi al riparo dal desiderio di vendetta e dall’incontrollabile violenza di masse di diseredati senza alcuna prospettiva di futuro.