– Dicono che la forma romanzo non esista più.
Il romanzo è sempre esistito e non è mai esistito. Il romanzo è una forma letteraria che nega se stessa e cerca se stessa. Ci sono molte spiegazioni sociologiche, che tirano in ballo il consumismo, per esempio. O la tecnologia. Ma secondo me sono cose secondarie. Io penso, l’ho detto spesso, che sia una questione di cicli, la letteratura si addormenta.
– Non è che la società attuale è meno interessante?
La società è quella che inventano gli scrittori.
– Quando Balzac nella Comédie…
Ma la Comédie è completamente inventata da Balzac. Crede che la società del ’34 o del ’35 fosse così interessante?
– Splendori e miserie delle cortigiane racconta una storia universale: forse non siamo più capaci di raccontare.
Vede che ho ragione io? non è che la realtà è meno romanzesca. La realtà è sempre romanzesca, quando uno scrittore la vuol fare apparire. La verità è che ci sono scrittori che non sanno inventare la realtà. Il perchè non lo so: me l’avranno chiesto centinaia di volte ma non so rispondere, se non dicendo che la letteratura ora ha dimenticato se stessa. La degradazione della società non è una spiegazione, è un’idea che utilizziamo perchè non sappiamo dare risposte. Certo la letteratura vale meno.
– Non è l’età del ferro della letteratura?
Non credo. Non sono così pessimista. Pensi a cosa è stata la letteratura mondiale da Goethe fino al 1950: secoli meravigliosi. Oppure la letteratura italiana: tra le fine del Trecento e la fine del Quattrocento tace per un’ottantina di anni. Come dicevo prima, la letteratura ha dei periodi di profondo sonno, di letargo. Si dimentica di se stessa e scompare cadendo nell’oblio di se stessa. La letteratura obbedisce non a ragioni storiche, ma biologiche: è stanca e si riposa.”
Pietro Citati intervistato da Silvia Truzzi per Il Fatto Quotidiano, 14 Dicembre 2014
