Foto tratta dal film “Per le vie di Parigi” (Quatorze Juillet, 1932) di Renè Clair
“Ci sono a Parigi alcune vie disonorate quanto un uomo reo d’infamia; poi ci sono vie nobili, poi vie semplicemente oneste, poi giovani vie sulla moralità delle quali il pubblico non si è ancora formata un’opinione; poi vie assassine, vie più vecchie di certe vecchissime dame, vie rispettabili, vie sempre pulite, vie sempre sporche, vie operaie, lavoratrici, mercantili. Insomma, le vie di Parigi hanno qualità umane, e con la loro fisionomia imprimono in noi certe idee cui ci è difficile sottrarci. Ci sono vie di malaffare dove non vorreste mai abitare, e vie in cui stabilireste volentieri la vostra dimora. Alcune vie, come la Rue Montmartre, hanno un bell’inizio ma finiscono in niente. La Rue de la Paix è una via larga, grande, ma non suscita nessuno di quei pensieri elevati che colgono un animo sensibile in mezzo alla Rue Royale, e manca decisamente della maestosità che regna in Place Vendome. Se passeggiate per le vie dell’Ile Saint-Louis, non cercate la causa della tristezza nervosa che vi prende, se non nella solitudine, nell’aria sonnolenta delle case e dei grandi palazzi disabitati. Quest’isola, cimitero dei fermieri generali, è come la Venezia di Parigi. Place de la Bourse è chiacchierona, attiva, prostituita; è bella soltanto in un chiaro di luna, alle due del mattino; di giorno è un compendio di tutta Parigi, di notte è come un’immagine fantastica della Grecia”.
Tratto dall’incipit di “Ferragus” di Honorè de Balzac
