
Una scatola di biscotti con dentro centoquarantatré franchi, l’abito buono indossato per festeggiare il diploma di terza media, un paio di oggetti di scarso valore gettati alla rinfusa in una borsa: ecco tutto il patrimonio che Maurice, detto Momo, e Marie Moscowitz, rispettivamente quattordici e undici anni, riescono a portarsi via il giorno d’agosto del 1941 in cui scappano come ladri dalla loro casa di rue des Érables a Parigi, accompagnati dal direttore di papà Moscowitz, Monsieur Surreau, il presidente degli stabilimenti Surreau, piombato in piena notte nell’appartamento per condurli in salvo.
A pochi passi dal palazzo, nel luogo in cui Momo sovente si avventura per procurarsi il cibo per sé e Marie, vi sono poi Les Halles, montagne di ferro e ghisa, di luce e di rumore, dove si alternano macellerie, tripperie e pescherie gigantesche, piene di ogni ben di dio anche in quell’anno di guerra, e dove spicca la zazzera grigia di La Ridelle, il pescivendolo con le braccia che sembrano due tronchi di legno da ardere. Con la città occupata da un anno dalle truppe naziste, il pericolo per Momo e la piccola Marie è, tuttavia, ancora in agguato.
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Uno dei protagonisti del romanzo di Hayat è il Quartiere di Les Halles che ha preso il nome dal mercato che fin dall’antichità vi si svolgeva. Il mercato negli anni 1852-72 fu coperto da una grande struttura in vetro e acciaio progettata dall’architetto Victor Baltard. Le strutture furono smantellate negli anni ’70 del ‘900. Una delle più gravi perdite avvenute durante le ristrutturazioni di Parigi.
“Les Halles fu il tradizionale mercato centrale di Parigi. Nel 1183, il re Filippo II di Francia ampliò l’area che ospitava il mercato di Parigi e fece costruire una struttura per riparare i commercianti che venivano da tutta la regione per vendere le loro merci. La Chiesa di Saint-Eustache fu costruita nel 16° secolo. La Halle de Blés (borsa del grano), progettata da Nicolas Le Camus de Mézières, fu costruita tra 1763 e 1769 nella parte occidentale de Les Halles. La corte circolare fu poi ricoperta da una cupola e l’edificio fu riconvertito nel 1889 nella Bourse de Commerce. Negli anni ’50 del 19° secolo furono costruiti i padiglioni di vetro e acciaio dell’architetto Victor Baltard. Les Halles divenne celebre grazie al romanzo “Il ventre di Parigi” di Émile Zola, ambientato nel movimentato mercato della Parigi ottocentesca. Incapace di competere nella nuova economia di mercato e bisognosa di profonde ristrutturazioni, Les Halles vennero smantellate nel 1971. L”intero mercato generale fu trasferito a Rungis, nei sobborghi parigini. Due dei padiglioni originali de Les Halles furono smontati e ricostruiti altrove, uno a Nogent-sur-Marne, Île-de-France, e l’altro a Yokohama in Giappone”.