“Imparo a conoscerti, capitale dell’Impero. Mi adatto al tuo modo di scandire il tempo. Ventottesimo giorno del mese di Shabban, novecentosettantasette inverni dopo l’Egira. Imparo a conoscerti, Byzantium, Nova Roma, Rumiyya al-Kubra, Qostantiniyye, Istanbul, città dall’aria umida e greve. Nelle mattine di cielo aperto, sogno di alzarmi nel vento e volare, vederti dall’alto, ma il vento è pesante, zavorrato dal tanfo delle concerie di Yedi Kule, degli opifici di colla, delle minugia che diventano cordame. Ogni città ha un odore di fondo: Venezia è muffa e salmastro, Salonicco sa di piscio, Costantinopoli di terra bagnata e fatica e sogno”.
tratto da Altai di Wu Ming
