Lena

Caravaggio

“I grattacapi maggiori gli venivano sempre dalla rappresentazione della madre di Dio. Non aveva intenzione di cedere sul punto: si ostinava a prendere per modelle le prostitute. Il giorno in cui gli chiesero di dipingere una Madonna di Loreto per la chiesa di S.Agostino, non aveva avuto dubbi. Il ruolo spettava a Lena, Maddalena Antognetti. Li univa un forte sentimento reciproco di simpatia e affetto, che andava oltre la semplice amicizia. Lena possedeva l’atavica sapienza delle donne, che conoscono istintivamente gli uomini e ne colgono i limiti e le paure a uno sguardo. Ne sopportava senza fatica gli sbalzi atrabiliari, che assomigliavano tanto alle bizze di un bambino. Lui aveva saputo scorgere dietro il sorriso prezzolato una tensione spirituale che elevava e affrancava la donna dalla condizione di cortigiana. Che lasciava sbocciare dalla carnalità un anelito di trascendenza. Per questo la stimava degna di impersonare la più pura delle donne”.

Tratto da “Tutti i miei peccati sono mortali. Vita e amori di Caravaggio” di G. Capecelatro, Ed. Il Saggiatore.

Madonna_Palafrenieri