“Risolta la tragica vicenda di Madame l’Espanaye e della figlia, il Cavaliere rimosse la vicenda dalla sua attenzione, e ricadde nella consueta, malinconiosa fantasticheria. Incline, allora e sempre, all’astrazione, agevolmente mi accomodai a codesto suo umore; e, appartati nelle nostre stanze al Faubourg Saint-Germain, lasciammo che i venti si portassero via ogni pensiero di Futuro, e ci abbandonammo alla sonnolenza del Presente, intessendo in un tessuto di sogni il disadorno mondo che ci circondava”.
Tratto da “Il mistero di Marie Roget” di Edgar Allan Poe (dalla raccolta “Gialli d’estate”, Einaudi)
