“Sì, lei era, davvero, come quella canzone…una Splendida Rosa della notte. Il valzer la sollevava con impeto, la trascinava con sè fino a un punto di dolorosa bellezza e poi la faceva scivolare indietro verso la vita attraverso le sue ultime note, come una foglia morta cade mollemente nel vento. La mondanità di New York! Chi avrebbe potuto rimproverarla se era trascinata via dalla sua bellezza, sul punto di scomparire nella vivida mattina delle finestre d’ambra o in una musica lontana e ammaliatrice, quando si apriva e si chiudeva la porta della sala da ballo? Il brindisi della città, splendente”.
Francis Scott Fitzgerald, “Il più presuntuoso”
