Zelda

 

"Zelda non è un personaggio di Francis Scott Fitzgerald, eppure è la sua più grande eroina. È la donna della sua vita, l’unica che abbia mai voluto veramente, la sola che lo abbia amato davvero. Nel libro della Fowler, Zelda comincia a raccontare la sua vita a partire da una sera del 1918 quando nella grande villa dell’Alabama sta per cominciare un attesissimo ballo e lei, diciassettenne ribelle e piena di aspettative, incontra per la prima volta il tenente Fitzgerald. Sono gli anni ruggenti, tutto sembra possibile, anche seguire quel giovane scrittore a New York. E, dopo il successo di Di qua dal Paradiso, spostarsi a Londra e Parigi, nel cuore della scena artistica mondiale. Conoscere Hemingway e Picasso. Organizzare feste chiacchierate in Riviera e poi sfrecciare verso i profumi delle coste italiane. Un sogno. Un romanzo. E dall’altra parte la dura concretezza della realtà. L’ambizione a senso unico che può essere solo di Scott. L’amore tradito, la follia il distacco. I ricoveri in ospedale. Le lettere. La fine." (dall’edizione italiana del libro di Therese Anne Fowler)

 

Ora Zelda è sepolta accanto a Scott, in un piccolo cimitero del Maryland. Sono vicini, quasi abbracciati, come ai tempi in cui vivere era una favola. Sulla lapide la figlia ha fatto incidere le ultime parole del "Grande Gatsby": «Così continuiamo a battere l’acqua, barche contro corrente, risospinte senza posa dal passato». (Marco Innocenti, Sole24ore)

 

Link all’articolo di Marco Innocenti:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tempo%20libero%20e%20Cultura/storie-della-storia/archivio-2009/storie-storia-100348-zelda-fitzgerald.shtml?uuid=c7e4e680-fc38-11dd-aa51-fb4590718d0e&DocRulesView=Libero