"Impastate con la sua idoneità ad elevarsi a grandi altezze, l’uomo ha in sè disperazione e mortale pochezza. Può dunque essere "divino" nei talenti naturali e nell’eccellenza degli esiti: ma è anche preda di un’immensa ragnatela di circostanze esterne che sfuggono al suo dominio, imprigionato dal fattore tempo, dall’ignoranza del passato, del presente e del futuro, accecato dalle passioni che ne offuscano l’intelletto e ne minano la volontà, sempre sul filo del rasoio di devastare se stesso e chi gli sta vicino con la sua incapacità – o riluttanza ostinata – a comprendere".
P.E. Easterling in "La letteratura greca della Cambridge University"
inserito nei "Giudizi critici" dell’edizione BUR dell’Aiace e dell’Elettra di Sofocle