In nome della Madre

 

"E’ in fondo senza peso, lo sputo di un minuto, il concorso maschile. In questa storia manca senza che se ne senta la mancanza. Non è scritto nei loro libri che nella stalla c’erano levatrici o altro personale intorno al parto. Quello che non è scritto fa ugualmente parte del racconto: non c’erano. Partorì da sola. Questo è il maggior prodigio di quella notte di natività: la perizia di una ragazza madre, la sua solitudine assistita. Altro che stella cometa e Magi tre su piste cammelliere: la sapienza di parto di Miriàm/Maria". (Erri de Luca)

 

"Il fatto è che tu sei la più speciale eccezione e loro non hanno cuore sufficiente per intenderla e giudicarla. E’ una faccenda che ha bisogno di amore a prima vista, mentre loro si ingarbugliano sui codici, le usanze. Per loro tu sei pietra d’inciampo, per me sei la pietra angolare da cui inizia la casa".
Iosef

 

"Le donne sputavano dietro il mio passaggio. Uscivo per la funzione del sabato. Ai loro insulti tiravo più dritta la schiena, più in fuori la pancia. Dicevo a bassa voce e per scongiuro: lo stesso pure a voi, benedizione per benedizione". Avevo paura del loro malocchio.
Però ero felice. Essere piena, crescere come la Luna, contare le settimane come per il travaso del vino, non avere il ciclo, tutto era una purezza che mi ubriacava di gioia. Di notte scostavo la tenda e respiravo il vento del cielo".
Miriàm