
"Skyfall". La caduta. La caduta dai cieli limpidi sempre attraversati dall’agente segreto più famoso del mondo.
La caduta di un simbolo che non a caso coincide con la caduta della sua tutrice. M. La Madre matrigna. Comunque una Madre. Cosa che l’orfano Bond non ha mai avuto.
Una caduta nell’Ombra. Della morte sfiorata, del tempo che passa. Anche per i super eroi. Perchè l’ultimo James Bond ha molte cose in comune con un altro Cavaliere Oscuro.Il Cavaliere Oscuro per eccellenza: Batman.
Skyfall avrebbe potuto infatti intitolarsi anche "il ritorno del Cavaliere Oscuro". Perchè parla di morte e rinascita, di Ombra e ritorno alla Luce, di abbandono del passato e rinnovamento.
Perchè rifonda il personaggio così come il fumetto diede nuova vita all’uomo pipistrello.
James Bond è orfano. Come Bruce Wayne. "Sono gli agenti migliori" dice M.
Anche Bond ha la sua caverna. Un passaggio segreto della tenuta di famiglia (che si chiama "Skyfall") nelle Highlands usato dai preti durante le persecuzioni delle guerre di religione.
Lì il piccolo Bond resta due giorni dopo la morte dei suoi. E quando esce fuori, come dice il guardacaccia che lo accudisce, non è più un bambino.
James Bond "muore". Colpito da una sua collega su ordine di M che lo sacrifica per non perdere la lista con i nomi degli agenti infiltrati in tutto il mondo. "Muore" e scompare.
Bruce Wayne-Batman "muore" addossandosi le colpe di crimini non commessi e scompare nella sua villa.
Fino a che il pericolo non li richiama in servizio.
Bond non è più lo stesso. Ferito, invecchiato, disilluso. Deluso da M che lo ha sacrificato. Non passa neanche i test per la riammissione in servizio, ma M lo protegge e mentendo lo riabilita.
Bruce Wayne non è più quello di un tempo e il primo scontro con Bane è la sua caduta.
Bane lo fa a pezzi. Letteralmente perchè gli spezza la schiena e con essa le sue illusioni di essere come prima.
E lo confina in una prigione-pozzo dalla quale può uscire solo se trova nuova linfa in sè stesso.
Bond cade colpito nel corpo e nell’anima.
Nessuno crede in lui. Solo M. Nessuno crede più nel servizio segreto. Oggi che è tutto alla luce del sole, che è tutto on line. Oggi che non c’è più un nemico definito, nitido. Come durante la Guerra Fredda.
E’ proprio per questo che M punta su Bond. Perchè oggi il nemico è indistinto, mutevole.
Si muove nell’Ombra. Può essere chiunque.
Solo chi viene dall’Ombra può combattere chi da essa proviene.
E "la giovinezza non è garanzia di innovazione" dice un orgoglioso Bond.
Così M resuscita "l’unica cosa buona che ha fatto" per combattere la nemesi sua e di 007.
Un agente sacrificato tanto tempo prima da M. Uno che sa tutto di lei e dell’MI6.
Uno dei "suoi peccati". Sacrificato per salvare altri agenti e perciò torturato e quasi ucciso. Reso folle da quell’esperienza ora desidera solo uccidere la Madre. Un figlio ribelle di M.
Per affrontarlo Bond dovrà divenire "una vecchia volpe con nuovi trucchi". Assisterà alla distruzione del suo mondo. Crivellato di colpi durante tutto il film come la famosa Aston Martin nel finale. M mandata in pensione e uccisa, la sua casa che esplode. Così come Batman assiste alla distruzione del suo mondo e di sè stesso da parte di Bane.
Dalle meraviglie tecnologiche, dai viaggi e dalle belle donne del primo tempo, in puro stile "vecchio Bond", si passa così nel secondo a Londra e alle Highlands. Ai fucili, alla dinamite, ai vecchi trucchi. Alle "vecchie maniere" alle quali 007 non rinuncia.
Tutto si conclude là dove era iniziato. E con il coltello. Con l’arma più primitiva.
Perchè Bond avrà nuovi trucchi, ma chi conosce l’Ombra e sa come sfruttarli è la Vecchia Volpe.