
"Sta arrivando una tempesta" sussurra Selina Kyle-Catwoman a Bruce Wayne durante un ballo. Una tempesta per chi per anni a Gotham ha pensato solo a sè stesso, ad arricchirsi e godersi i guadagni, escludendo il resto e i non privilegiati. Lo stesso Bruce Wayne, a suo modo, si è disinteressato del bene comune. Ha trascinato sè stesso e Batman nell’oblio, ritirandosi dal mondo. Si è preso la colpa per l’uccisione di Harvey Dent dimenticando la lotta al Male, dimenticando i suoi affari e perdendosi nel dolore per aver perso la donna che amava. Al punto che la sua azienda è sul lastrico e, significativamente, ha smesso di sovvenzionare un istituto per orfani.
Sì è vero, non c’è più criminalità per le strade, non c’è più neppure Batman, ma recludere i malviventi grazie al Dent Act non ha fatto sparire il Male. Il Male è divenuto indifferenza, egoismo, prevaricazione, sfruttamento. La società di coloro che si ritengono la crema della società è violenta come e quanto quei delinquenti chiusi nelle carceri.
L’agente della Tempesta sarà il terrificante Bane, uomo che viene da un abisso di disperazione come Bruce Wayne-Batman e che come lui è stato tirato fuori da esso dalla Setta delle Ombre.
Bane lavora per anni nel sottosuolo di Gotham. Sotto la stessa Wayne Enterprises, sotto il magazzino segreto con i fenomenali giocattoli di Batman. Lavora negli spazi dimenticati e mina Gotham e Bruce Wayne – Batman, impegnati a godersi il loro splendore o il loro dolore e che per questo non vedono o non vogliono vedere l’odio, la rabbia, la disperazione che accumulano nel profondo della città e delle persone.
La prima azione di Bane alla luce del sole, simbolicamente, è occupare la Borsa e distruggerla. Bane "occupa Wall Street".
"Questa è una Borsa. Non c’è niente da rubare!" grida uno spaventato broker all’uomo con la maschera (come Batman). E lui risponde: "Ah davvero? e tu che ci stai a fare?". Una delle battute simbolo del film.
Bane farà esplodere Gotham e scatenerà il Caos. Darà il potere ai delinquenti e a chi non lo ha mai avuto. Daranno la caccia ai ricchi. Istituiranno tribunali e pene di morte. E’ successo da qualche altra parte. Si dice in Francia, nel 1789.
Batman ritorna, ma solo dopo esser stato fatto a pezzi, come la sua Gotham, può affrontare e sconfiggere Bane e i suoi.
E’ uno strazio vedere il proprio eroe distrutto dalla furia di Bane. Da un uomo che ha il suo stesso odio dell’inizio, la sua stessa preparazione, ma è più giovane, più cattivo e ha una Fede, per perversa che sia, come dice Alfred a Bruce Wayne temendo per la sua vita se intenderà affrontarlo.
Eppure è proprio quando Batman è sconfitto, è gettato nel fango e nell’abisso, è spogliato della sua sicurezza, del suo costume, dei suoi gadget tecnologici, proprio quando riscopre la Paura, che rinasce.
Per chi è appassionato di film tratti dai fumetti è come quando Thor, esiliato sulla Terra dal padre Odino, dopo aver lottato contro decine di agenti impugna il suo fantastico martello, come ha fatto decine di volte, ma non riesce a sollevarlo. Allora capisce di essere privo dei suoi poteri, conosce la disperazione e scoppia in pianto.
L’unico modo che ha per tornare sè stesso è annullarsi. Spogliarsi del sè stesso che è stato fino ad allora. Sapere cosa si prova da semplici umani. Abbandonare sicurezza, poteri, rango, costume. Lottare a mani nude contro Loki e morire. Allora Odino lo riaccoglie.
Così è per Batman, così per Gotham. Solo toccando il fondo vengono abbandonate le finzioni, l’egoismo, l’indifferenza e si riscoprono solidarietà, amicizia, legami. E ci si unisce per tornare a galla.
Perchè Batman non ce la può fare da solo. Perchè Gotham non può nascondersi dietro Batman o dietro delle bugie.
Perchè Batman, Gotham, la stessa Catwoman alla ricerca del software per cancellare il suo passato, hanno bisogno di ricominciare.
E ci vuole un Bane che li porti dentro l’abisso perchè se ne rendano conto. Perchè capiscano, come dice Batman, che "non hanno ancora dato tutto. Non ancora".
E’ chiaro che è un film che viene dall’abisso della Crisi che ha travolto la società americana e poi il mondo e a suo modo cerca di lanciare messaggi e avvertimenti.
Perciò è un film "per tutti" ma in particolare per le classi dirigenti.
"Il fuoco divamperà" dice l’incipit di The Dark knight rises.
I nostri governanti, indifferenti al fuoco che già arde i disperati sotto i loro Palazzi, dovrebbero vederlo e riflettere.
Perchè i Bane non spuntano dal nulla. Vengono alimentati. E l’unico modo per fronteggiare l’abisso creato dalle separazioni portate, cosciamente o inconsciamente, fra i mondi, sociali, culturali o personali, è cedere: cedere le proprie sicurezze, i propri privilegi, spogliarsi delle finzioni. Guardare in faccia la paura e saltare senza corda di sicurezza, affidandosi a ciò che di più puro c’è in noi. Cedere per fare spazio ad esso e all’altro. Per unirsi. Per lottare e per ricominciare.
Maschere su maschere. Chi l’avrebbe mai detto che dietro Gotham, Batman, Bane e Catwoman ci fosse Charles Dickens?
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