Il Messaggio della Bellezza

 

"Basta guardarla, anzi osservarla e ne cogliamo aspetti e sfumature sempre nuove.
…Oggi più che mai, anche se di primo acchito può non sembrare vero, siamo alla ricerca della Bellezza, non soltanto quella che esprime l’arte, ma quella insita nelle anime e nei corpi delle persone.
Una bellezza che affascini, e faccia sognare un domani migliore.
…Già da viva Marilyn riusciva a ottenere questo…dispensava sogni trasmettendo a spettatori e fans il Messaggio della Bellezza; un itinerario a cui non si riesce mai a dare una definizione, se non momentanea.
Proprio perchè la Bellezza non ha nè un principio nè una fine.
Ma Merilyn, morta nel pieno del suo splendore, è come se fosse riuscita a fermare questa legge.
Infatti continua a restare con noi, alla stregua della fata che ognuno porta dentro."

 

V. Pardini, La Nazione, 3 Agosto 2012

 

"Il Bello, in senso platonico, può essere compreso soltanto se sappiamo entrare in un cosmo afroditico, il che a sua volta significa penetrare nell’antica nozione di aisthesis ("percezione sensoriale"), dalla quale la parola "estetica"deriva.
…La bellezza non è dunque un attributo – la tal cosa è bella -, quasi fosse una bella pelle avvolta intorno a una virtù, il lato estetico dell’aspetto. Se accanto al bene, al vero e all’uno non vi fosse il bello, noi non li potremmo mai percepire, mai conoscere.
La bellezza, cioè, è una necessità espistemologica; è il modo in cui gli Dei toccano i nostri sensi, raggiungono il cuore, ci attirano nella vita.
Al tempo stesso, la bellezza è una necessità ontologica, ciò che fonda il mondo nella sua molteplice particolarità sensibile. Senza Afrodite, il mondo delle cose particolari diventa particelle atomiche e la minuziosa varietà della vita è detta caos, molteplicità, materia amorfa, dati statistici: tale infatti è il mondo dei sensi senza Afrodite.
…Orbene, l’organo che percepisce il volto delle cose è il cuore. Il pensiero del cuore è fisiognomico. Per percepire deve immaginare. Deve vedere fattezze, forme, facce: angeli, dèmoni, creature di ogni genere in cose di ogni tipo; e con ciò stesso, il pensiero del cuore personizza, infonde anima e anima il mondo.
…Nella psicologia aristotelica, l’organo dell’aisthesis è il cuore; al cuore convergono, attraverso loro vie, tutti gli organi di senso; è lì che l’anima "si infiamma". Il pensiero del cuore è per sua natura estetico e connesso con il mondo attraverso i sensi.
Questo nesso tra cuore e organi di senso non è semplicemente e meccanicamente sensistico, bensì estetico. Voglio dire: l’attività del percepire, la sensazione, in greco è aisthesis, la cui radice rimanda a "introiettare" e "inspirare": quel trattenere il fiato dalla meraviglia che è la risposta estetica primaria.
…La "percezione sensoriale" dei Greci non può essere compresa se non si tiene conto della Dea greca dei sensi, o dell’organo della sensazione dei Greci, che è il cuore, e della radice etimologica della parola; quel fiutare, quel trattenere il fiato, quell’inspirare il mondo.
Che cosa vuol dire "accogliere", "inspirare il  mondo"? Significa, in primo luogo, aspirare e inspirare il presentarsi letterale delle cose "trattenendo il fiato": la trasfigurazione della materia avviene attraverso la meraviglia. Questa reazione estetica, che precede lo stupore intellettuale, ispira il dato oltre il dato stesso, lasciando che ogni cosa riveli la propria particolare aspirazione entro un assetto cosmico.
…Ciò che rimane quando tutto perisce è il volto delle cose così come sono. Quando non c’è alcun luogo dove volgersi, ri-volgiti al volto che ti sta dinanzi, guarda in faccia il mondo.
Lì sta la Dea che dà al mondo un senso che non è nè mito nè significato; che è questa cosa, che ho davanti come immagine: il suo sorriso una gioia, una gioia che è "per sempre"
Per il pensiero del cuore, la riflessione rimanda alla qualità estetica stessa di qualsiasi evento, la sua radiosità e forma, la lucentezza della sua pelle. L’evento stesso come immagine. L’evento che riflette se stesso nella propria Selbstdarstellung come immagine.
La riflessione estetica è data immediatamente con la sensazione, e la risposta estetica abbrevia la riflessione in riflesso: le reazioni spontanee dei gusti del cuore".

 

J. Hillman, "L’anima del mondo e il pensiero del cuore"