Specchio, specchio delle mie brame

"La coscienza è mobile e multipla…La psiche richiede di essere descritta in termini di molteplicità, infatti "noi siamo molte cose" (Enneadi di Plotino). Il nostro Io si sposta nell’anima.
Sia per Plotino sia per Jung la coscienza non coincide con l’Io; vera coscienza è la consapevolezza che l’anima ha di se stessa come riflesso della psiche collettiva universale, e non già una consapevolezza di sè come soggettività egoica separata.
Quella che noi oggi chiamiamo "coscienza dell’Io", il livello quotidiano delle azioni abituali nel regno della physis, o percezione sensoriale naturale, che prende il mondo letteralmente secondo le apparenze, rappresenta per Plotino il livello più basso di attività, quasi un’inconscietà. Plotino dunque ci fa capire come la psicologia moderna abbia capovolto la psiche. La psicologia dello sviluppo dell’Io e del rafforzamento dell’Io ottengono precisamente l’opposto di quello che si propongono, cioè conducono a una minore coscienza, anzichè a una maggiore coscienza.
…Noi diventiamo per l’appunto l’attività in cui ci attualizziamo, il ricordo che ricordiamo; l’uomo è molte cose, un Proteo, che fluisce ovunque in quanto anima universale, è in potenza tutte le cose.
Il rafforzare il nostro Io al livello della physis, il livello della capacità di adattamento alla realtà fattuale, fa sprofondare la coscienza in una sfera dove per definizione essa non può essere conscia.

La coscienza dipende dall’immaginazione (phantasia, to phantastikon) e l’immaginazione occupa un posto centrale nell’anima.
…Quando l’immaginazione è al posto giusto, quando funziona correttamente, essa fa da specchio (Enneadi di Plotino), sicchè attraverso di essa ha luogo la riflessione della coscienza. Ma, benchè sia uno specchio, l’immaginazione è anche una facoltà attiva, che è solo dell’anima, non dipende dagli organi fisici, e dunque è un’attività puramente psichica.
La similitudine di Plotino, dell’immaginazione come specchio, implica l’idea, così importante per la terapia archetipica, che i disturbi della coscienza vanno attribuiti a disfunzioni del rispecchiamento; infatti, se la coscienza è fondata nell’immaginazione, allora anche i suoi disturbi lo saranno.
…La terapia della coscienza comporta dunque l’esame accurato dell’immaginazione, della relazione funzionale tra coscienza e immaginazione, e delle idee e dei concetti consci, in modo che le immagini dell’anima possano correggerli e conformarli a sè.

…Come l’immaginazione di Plotino, l’immagine di Jung rispecchia la condizione dell’anima, riflette il suo stato di coscienza. Ma a differenza dell’immaginazione di Plotino, l’immagine di Jung è il precursore e la matrice dei processi superiori della psiche (pensiero e idea). Dando forma al significato a partire da processi naturali inconsci (per Jung come per Plotino, la natura non è in se stessa cosciente), l’immagine fantastica rende possibile la coscienza, intesa sia come consapevolezza strutturata in modelli, sia come energia liberamente disponibile. In altre parole, l’attività essenziale della psiche, quella che ne caratterizza l’essenza, è la creazione incessante di immagini fantastiche. Queste immagini fantastiche primordiali sono gli archetipi".
 

James Hillman, "L’anima del mondo e il pensiero del cuore"

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