Marilyn e Audrey a colazione da Tiffany

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"Gli stessi Greci prima ancora di venerare la ragione, si inchinavano davanti alla possessione, fenomeno di "divina follia" che assume varie forme e da cui discendono il pensiero stesso, la poesia, la divinazione.”
Roberto Calasso, "La follia che viene dalle Ninfe"
Così, in ricordo del tempo antico a Delfi si diceva che in alcuni mesi dell’anno, nei quali Apollo tornava a Nord fra gli Iperborei, a regnare fossero Dioniso e le sue Baccanti.
Così, nella mente di un grande scrittore e poi sugli schermi del cinema, una mattina davanti a una vetrina di Tiffany è spuntata una ragazza punto d’incontro tra i due più celebrati modelli di femminilità del cinema del ‘900.
Holly Golightly continua a essere imprevedibile e ricca di sorprese.

"Truman Capote nel 1958 pubblicò Breakfast at Tiffany’s (Colazione da Tiffany). E’ risaputo che nel creare il personaggio della protagonista si ispirò alla Monroe. Nel 1961 il film venne realizzato con la regia di Blake Edwards e il personaggio di Holly Golightly, la protagonista, fu affidato ad Audrey Hepburn perchè Marilyn, su suggerimento del suo maestro di recitazione Lee Strasberg, rifiutò la parte per non mescolare la vita privata con l’immagine pubblica.
Così, nell’infinita, eterna eleganza di Audrey Hepburn c’è anche un pò di Marilyn e nella lunga liturgia stellare di Marilyn c’è anche un pò di Audrey Hepburn".

A. Grasso, dalla prefazione a "Marilyn d’autore", speciale su Marilyn edito dalla rivista Oggi